Il Tirreno

Lucca

Un negozio con tre anime

Un negozio con tre anime

In regalo la foto del fondo in Fillungo che ha ospitato negli anni il Quilici, Giribon e ora Grom

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LUCCA. Dalle stoffe ai vestiti ai gelati. Sta tutta qui la storia della vetrina protagonista della stampa che regaliamo oggi come ottava uscita di Luccainsegne, l’iniziativa del Tirreno che vi terrà compagnia fino al 20 giugno con le foto storiche dei negozi lucchesi.

Oggi la classica insegna a lettere dorate su sfondo nero riporta l’insegna “Giribon intimo”. Dentro, però, c’è una gelateria. Non una qualsiasi gelateria: si tratta di Grom, marchio molto trendy con base in Piemonte e una galassia di punti vendita in Italia e all’estero. Grom non ha coperto l’insegna, che è tutelata, ma ha scritto il proprio nome all’interno. Ma la storia non è così semplice e lineare. Innanzitutto perché i due nomi, Giribon e Grom, raccontano una parte minoritaria del percorso di questo fondo.

Manca, infatti, chi qui ha lavorato dal 1885 fino al 1995. Si tratta della famiglia Quilici, che per decenni ha rappresentato una delle punte di diamante della tradizione dei tessuti lucchesi. Fu Adolfo a dare il via all’attività. Dopo i rovesci economici della gestione della Fanciulla del West in via Nuova (ulteriore locale-icona, ma questa è un’altra storia), Adolfo scelse di andare a cercar fortuna in America. Riuscì nel suo intento e con il gruzzolo raggranellato aprì l’attività in via Fillungo.

Nel 1908, come riporta l’architetto Pietro Carlo Pellegrini nel suo volume “Il negozio storico”, fu stipulata una scrittura privata fra Quilici e Paolina Giomignani Burlamacchi, proprietaria dell’immobile, per “regolarizzare” la locazione. Il mobilio era incluso nell’accordo: «Scansie munite di cristalli, due tavole a banco e due lampade a gas».

Proprio il mobilio rappresentava – come per tanti altri negozi del centro – una meraviglia a sé: di legno con parte superiore in vetro e parte inferiore chiusa ad ante, correvano lungo tre lati del locale lasciando uno spazio per accedere al retrobottega. Oggi questi arredi non ci sono più. Furono mantenuti quando Giribon, nel 1995, subentrò a Quilici che si trasferì in via Busdraghi, dove è rimasto fino alla chiusura del 2016. C’è un piccolo giallo sull’insegna: non è escluso, infatti, che dietro quella di Giribon via sia ancora quella originale del Bachi, che riportava la scritta “Quilici dal 1885” .

L’iniziativa. Le foto delle insegne storiche dei negozi lucchesi saranno in edicola ogni giorno della settimana da martedì a sabato compresi, allegati alla copia del nostro giornale. L’iniziativa è resa possibile grazie alla collaborazione con Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, Confcommercio, Suncar ed Euroricevitoria Catelli. Le foto delle insegne sono di Luca Silva e Andrea Dovichi, local manager di Instagramers Italia. Ricordiamo infine a chi avesse perso l’uscita del raccoglitore (prima uscita della nostra iniziativa) o di una delle prime foto distribuite con Il Tirreno che potrà chiedere al proprio edicolante di fiducia di contattare il distributore per ricevere la copia della fotografia "perduta"

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