Il Tirreno

Lucca

la lettera delle famiglie 

«Grazie alla sezione montessoriana della Dante Alighieri»

LUCCA. Una bella lettera di ringraziamento, che dimostra quanto di buo e innovativo ci sia nella scuola pubblica. È quella che arriva dai genitori della IA della “Dante Alighieri”, una sezione...

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LUCCA. Una bella lettera di ringraziamento, che dimostra quanto di buo e innovativo ci sia nella scuola pubblica. È quella che arriva dai genitori della IA della “Dante Alighieri”, una sezione montessoriana.

«Quando un progetto è realizzato sembra naturale. Tutti lo vedono e ne riconoscono l’utilità - scrivono i genitori -. Ma ogni progetto all’inizio è solo un’idea. Ci vogliono impegno, creatività, tenacia e coraggio. I bambini leggono i primi libri, scrivono in corsivo e fanno le prime operazioni matematiche, come tutti i bambini delle scuole primarie, ma hanno raggiunto gli stessi risultati percorrendo una strada diversa, quella che hanno predisposto per loro le maestre Giusy e Ivana e il metodo a cui si ispirano. Un anno fa uscivano le prime notizie su questa iniziativa e si auspicavano almeno quindici adesioni per formare la classe prima. Le richieste sono state molto più numerose, tanto che la classe conta 25 bambini. Il primo giorno noi genitori abbiamo accompagnato i bambini in aula: tre stanze appositamente ristrutturate, con il pavimento di parquet e i tavoli disposti in modo da creare diversi ambienti didattici. Tutti i genitori hanno contribuito da subito collaborando alla realizzazione dell’aula, perché tutto fosse pronto nei tempi previsti. Gli zainetti dei bambini sono molto leggeri. Non era facile per noi genitori capire cosa succedesse in aula. I bambini raccontavano poco e, non avendo compiti da svolgere a casa, era difficile capire cosa stessero imparando. Poi capita il giorno in cui il bambino legge una cartolina appesa al frigorifero, oppure riconosce la forma di un cono, o di un rombo, parla della “pinna caudale” dei pesci ed elenca i nomi dei pianeti. Se gli chiedi come li ha imparati non ti parla di una lezione, ma di un materiale, qualcosa di più simile a un gioco che a un sussidiario. Parla anche dei compagni e delle maestre, Ivana e Giusy, che per prime hanno investito in questa idea. I nostri bambini non sanno di frequentare una scuola particolare, per loro è normale condividere le matite e tutti gli strumenti, è normale spostarsi nell’aula e scegliere le attività sulle quali soffermarsi più a lungo. Vogliamo quindi ringraziare le maestre per l’impegno, la creatività, la tenacia e il coraggio. Ringraziamo la dirigente scolastica Gabriella Nanini e il Comune per aver consentito la realizzazione di questo progetto, che proseguirà l’anno prossimo grazie alla formazione di altre insegnanti».



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