Sicurezza
Docente depressa raggirata dalla madre di un’alunna
La donna è accusata di circonvenzione d’incapace per aver spillato 30mila euro all’insegnante adesso in pensione e affidata ad un amministratore di sostegno
LUCCA. Approfittando del suo stato depressivo era riuscita a farsela amica tanto da indurla a prestarle, a più riprese e in più circostanze, una somma che si aggira sui 30mila euro tra cui due bonifici di alcune migliaia di euro. E quando la vittima - un’insegnante ultrasessantenne della Lucchesia - aveva provato a chiedere indietro almeno parte del prestito era stata minacciata. Una donna delle pulizie di 41 anni, origine sarda, ma residente in Lucchesia, è indagata dalla procura con l’accusa di circonvenzione d’incapace. L’inchiesta - condotta dal sostituto procuratore Salvatore Giannino e affidata alla squadra di pg dei carabinieri in servizio in procura - risale al periodo che va dalla fine del 2016 ad inizio 2017.
AMICIZIA MALATA
L’insegnante - oggi affidata ad un amministratore di sostegno - in cura per problemi di natura depressiva era rimasta colpita dall’atteggiamento della mamma di una sua alunna. Era nato un rapporto di amicizia che sembrava disinteressato. La docente, che aveva perduto il lavoro, aveva trovato disponibilità dalla madre della studentessa. Ma una volta conquistata la fiducia della maestra era riuscita a farsi consegnare gran parte dei suoi risparmi. Secondo la procura si è fatta consegnare trentamila euro. Di fatto riducendo la docente sul lastrico e, per l'accusa, aggravando le sue precarie condizioni di salute. Stando agli inquirenti, con l'aiuto del marito, la madre dell’alunna si è fatta consegnare il denaro, in contanti o attraverso due bonifici bancari, fingendo di volersi mettere in proprio e acquistare dalla titolare dell'impresa di pulizie dove lavorava l'azienda stessa per proseguire un appalto per le pulizie a Camp Darby.
All'inizio le richieste erano di poche centinaia di euro. La prima volta 350 per pagare la rata della macchina. Qualche tempo dopo aveva spiegato che la titolare dell'impresa di cui era dipendente intendeva cedere l'attività e che per lei subentrare sarebbe stata l’occasione della vita. L’insegnante consegnò alla donna 6000 euro per l'avvio della nuova attività. Con la promessa che il denaro le sarebbe stato restituito. Le richieste non finirono: da quelle per l'affitto, fino alla rata della macchina o per la manutenzione del furgone della ditta. Quando nel febbraio-marzo del 2017 la maestra, ormai fortemente esposta nei confronti della famiglia dell'ex alunna, reclama la restituzione del denaro, viene minacciata. E a quel punto interviene la procura.
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