Sicurezza
Corteo equestre contro la “bretellina”
Il comitato attende l’ok per la manifestazione: presenti anche cavalli e cavalieri del centro ippico
CAPANNORI. È in attesa dell’autorizzazione il comitato per una viabilità sostenibile e salvaguardia del territorio che intende organizzare un corteo di protesta contro la “bretellina” che il Comune ha intenzione di realizzare a servizio del nuovo sottopasso ferroviario tra Tassignano e in generale alla nuova viabilità accessoria ai tre sottopassi previsti dal progetto del raddoppio ferroviario Lucca-Firenze.
La manifestazione, prevista per sabato 23 giugno, partirà dalla stazione di Tassignano per arrivare di fronte al palazzo comunale in piazza Aldo Moro a Capannori. Ci sarà anche una marcia in sella ai cavalli dell’associazione che gestisce il centro ippico per salvare la loro attività e una zona ancora verde e incontaminata nella campagna capannorese messa a rischio dalla nuova viabilità che collegherà il nuovo attraversamento a nord con la via Chelini-Romana e scorrerà a sud attraversando il ponte dell’autostrada Firenze-Mare e collegandosi con una nuova strada nell’area industriale di Carraia. La decisione è stata discussa nell’assemblea pubblica a Santa Margherita in cui si è valutato anche la possibilità di fare ricorso al Tar dopo la decisione della Regione di escludere dalla valutazione d’impatto ambientale il progetto del raddoppio della linea ferroviaria.
Un dissenso che vede uniti i comitati ambientalisti di Capannori e Altopascio. «Attendiamo il permesso per organizzare una manifestazione di protesta - afferma Marco Tardelli, presidente del comitato che conta duemila adesioni - la nuova viabilità, soprattutto la bretellina di via del Marginone tra Tassignano e Carraia, avrà un impatto devastante e siamo contrari ad un sottopasso camionabile davanti alla chiesa di Tassignano. Il sindaco di Capannori Luca Menesini dovrebbe porsi dei dubbi: ha senso fare tutto questo in appena tre chilometri? Ribadiamo il nostro no ad un progetto che prevede lanche l’abbattimento di una casa distante decine e decine di metri dalla ferrovia”. Il tema centrale è quello della viabilità, ma c’è anche il capitolo delle espropriazioni e degli indennizi per le colture di pregio. Per fare spazio al raddoppio sarà necessario tirare giù alcune abitazioni attorno all’attuale linea. Le Ferrovie hanno censito gli edifici interferenti, ovvero gli edifici che stanno sulla traiettoria del nuovo raddoppio. Ma non c’è più bisogno del decreto ma ogni privato deve controllare il foglio particellare. La Regione, pur non richiedendo la Via, ha fissato alcune prescrizioni come il rispetto dei vincoli paesaggistici e del verde».
Nicola Nucci
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