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«Quartieri social, una scusa per fare lo Steccone»

LUCCA. Tante criticità sul progetto Quartieri social di San Concordio. Sono quelle rilevata dall’Associazione quartiere San Concordio dopo l’assemblea del 30 maggio. Il nodo principale, spiega l’assoc...

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LUCCA. Tante criticità sul progetto Quartieri social di San Concordio. Sono quelle rilevata dall’Associazione quartiere San Concordio dopo l’assemblea del 30 maggio. Il nodo principale, spiega l’associazione, è che «quella che viene passata per riqualificazione del quartiere, si traduce nella realtà nella costruzione del famigerato Steccone, all’incrocio tra via della Formica e via Consani, cioè nella zona dell’antico porto. Progetto da sempre osteggiato dal quartiere». Negli incontri di politica partecipata dei mesi scorsi, prosegue la nota, è emersa anche una proposta alternativa: «nell’attesa di trovare risorse per la valorizzazione del sito archeologico del porto, si adotti la soluzione provvisoria di un parcheggio, tanto necessario in zone così prossime al centro storico, e che si dirottino i fondi disponibili sul restauro del cosiddetto chiesone Gesam, edificio di archeologia industriale sotto tutela, di proprietà del Comune, completamente abbandonato e che si presterebbe perfettamente per un auditorium/ spazio espositivo».

«Il motivo sostanziale per cui l’amministrazione vuole investire 7 milioni nella costruzione dello steccone - prosegue l’associuazione - è giustificare lo scempio ecologico e lo sperpero di soldi pubblici fatto a suo tempo da altri amministratori (ma da cui evidentemente non si sente il bisogno di prendere le distanze) con la costruzione del cassone di cemento del parcheggio sotterraneo del suddetto steccone costruito sopra la falda, che si è subito allagato e di cui ora sostanzialmente non si sa che fare. Sanare il danno costerebbe centinaia di migliaia di euro e allora, con la logica del “tanto ormai…”, e con lo specchietto della riqualificazione, si compie una vera e propria speculazione edilizia, mascherata dalla finalità sociale di parte delle strutture».

Se questo è il punto più dolente, anche il resto degli investimenti sul quartiere lascia perplessi l’associazione: «Il sistema dei finanziamenti europei prevede pacchetti rigidi che vanno ad intervenire su settori specifici. Così si destinano 700 mila euro per piste ciclabili. Lodevole, ma diverse sono le urgenze da segnalare nel quartiere. Innanzitutto la ristrutturazione del muro dell’ex-circoscrizione. Il muro, dichiarato pericolante, è stato recintato di fatto limitando notevolmente l’accesso al parco pubblico dietro la Biblioteca Popolare e sostanzialmente rendendo inagibile l’intero piazzale della Biblioteca. In secondo luogo lo sfalcio del verde pubblico, specie nei parchi di Via Nottolini e in quello dietro la Biblioteca. Infine l’assoluta carenza di pensiline, specie in viale San Concordio». Di questo si parlerà in un’assemblea pubblica programmata per giovedì 14 giugno alle 21 alla biblioteca popolare di San Concordio in via Urbiciani 362.

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