Il Tirreno

Lucca

«I musei nazionali? Una tragedia»

di Barbara Antoni
«I musei nazionali? Una tragedia»

Senza personale interno e senza soldi per attivare dipendenti esterni: parla il direttore del polo fiorentino Stefano Casciu

3 MINUTI DI LETTURA





LUCCA. Soffrono di una malattia grave e allo stato attuale incurabile i musei nazionali di Lucca: si chiama numero ridottissimo di addetti. «Una situazione tragica», ammette Stefano Casciu, direttore del polo museale fiorentino da cui dipendono i musei nazionali lucchesi, Palazzo Mansi e Villa Guinigi. «Tragica perché» il personale attualmente in forza alle due strutture museale è minimo: sono 13 i dipendenti del ministero dei Beni culturali assegnati a Villa Guinigi (fra pochissimo saranno 12 per effetto di un pensionamento); sono al momento 11 (e fra poche settimane dieci per lo stesso motivo) quelli di Palazzo Mansi. Ventiquattro dipendenti allo stato attuale, ventidue a breve, nel complesso, per i due musei, dove gli orari di apertura sono stati ulteriormente ridimensionati a partire dal mese di giugno: Villa Guinigi è aperta al mattino dalle 8,30 alle 13,30 mentre il pomeriggio è accessibile solo in due ingressi; per Palazzo Mansi, due ingressi di visita accompagnata al mattino e due nel pomeriggio. Oltre alle chiusure domenicali, festive e del lunedì.

Dottor Casciu, perché si è venuta a creare questa situazione?

«Per effetto della graduale diminuzione di personale nel tempo, per pensionamenti e motivi legati alla sfera personale dei dipendenti. Non succede solo a Lucca. Ad esempio, dal ’90 al 2000 ho diretto il museo nazionale di Arezzo: quando ci sono tornato da direttore del polo museale fiorentino, molti anni dopo, ho ritrovato gli stessi dipendenti, quelli rimasti, ma invecchiati: non sono più state fatte assunzioni».

Come si potrebbe intervenire per migliorare il quadro?

«Ci sono due possibilità: o il nuovo ministro dei Beni culturali, appena insediato dispone ingenti assunzioni di personale interno o, come ho chiesto alla direzione generale, integrano il personale attraverso la società Ales, la società per azioni in house del ministero che fornisce servizi e personale. Ma questo costo il polo museale fiorentino non può sostenerlo. Non siamo nella condizione ad esempio degli Uffizi, uno dei musei autonomi: le entrate da bigliettazione sono talmente ingenti per questo museo che può permettersi anche molto personale Ales. E quindi dobbiamo continuare a fare salti mortali per tenere aperti i nostri musei: i supporti esterni hanno costi troppo ingenti. Avere del personale interno sarebbe molto meglio».

Il sindaco di Lucca ha fatto presente l’eventualità di usare gli appartamenti annessi ai musei per ripristinare il casierato. Cosa ne pensa?

«È una delle eventualità che potremmo attivare, ma non sarebbe immediata né risolutiva. Intanto ci sarebbe da rimettere in uso gli appartamenti, e in quello di Palazzo Mansi ci sarebbe anche da intervenire per metterlo a norma. Occorrerebbe un custode per ogni museo: non si può pensare che di notte si sposti da un museo all’altro. Certo, la presenza di custodi negli appartamenti ci sarebbe di aiuto per recuperare nell’orario diurno i due addetti che ad oggi coprono la notte: sarebbe una boccata di ossigeno ma non risolverebbe la situazione».

Quanti addetti servirebbero per una gestione “tranquilla” dei musei?

«Esattamente il doppio della quantità di personale di cui i musei nazionali lucchesi dispongono attualmente».

Tra l’altro, i musei nazionali di Lucca al momento non hanno un proprio direttore da quando, un mese fa, la direttrice Rosanna Morozzi è andata in pensione.

«Ho fatto un interpello a livello nazionale per cercare un nuovo direttore ma non ha risposto nessuno. Lo ripeterò. Intanto continuerò io a gestire a distanza i musei nazionali lucchesi. Ne ho altri 47 da gestire».

I volontari degli Amici dei Musei potrebbero essere d’aiuto?

«Dove esistono, sono sicuramente di aiuto, anche se per statuto associativo hanno dei vincoli. A volte ad esempio possono prestare volontariato solo nei musei dove non si fa pagare alcun biglietto. E comunque sono volontari: non si può chiedere loro una presenza costante. Del resto lo dice la parola: volontario è legato alla volontarietà, non ci si può fare affidamento».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web