Sicurezza
La festa del 2 Giugno rende onore al lavoro e al valore
Premio anche alla “Maestra Sigaraia” Lorenzina Pardi per 36 anni alle dipendenze della Manifattura Tabacchi
LUCCA. Le scattano foto in continuazione davanti a quella che, una volta, era una delle sue prime postazioni di lavoro: un tavolino in legno ancora intatto con sopra un paio di guanti di pelle per non macchiarsi le mani; di fianco una bacinella piena d'acqua, in cui bagnare le foglie di tabacco e poterle arrotolarle al meglio; e una cesoia, azionata manualmente, per dare forma al sigaro, l'iconico sigaro toscano. Ma la signora Lorenzina Pardi, "Maestra Sigaraia" da ieri, premiata in occasione del 72° anniversario della Festa della Repubblica, sembra quasi non volerli tutti quei flash d'intorno. Lei, 64 anni, cresciuta a "far sigari", non ha mai avuto così tanti occhi addosso. Aveva 11 anni quando «il pullman che caricava le sigaraie si fermava a Nozzano, dove allora abitavo, e lì montava mia zia - racconta, sotto il loggiato del Cortile degli Svizzeri -. Io lavoravo come commessa a Lucca, ma ogni volta che vedevo l'autobus provavo un'emozione indescrivibile». E così, affascinata da quel mondo tutto al femminile, in cui ancora oggi si producono oltre 500 sigari al giorno, fatto di odori, rituali simbolici carichi di storia, Lorenzina Pardi entra alla Manifattura Tabacchi in via Vittorio Emanuele (oggi “Manifatture Sigaro Toscano”, in via Mattei a Mugnano) e diventa a tutti gli effetti una sigaraia. Lo resterà per oltre 36 anni. «Era un vanto poter lavorare lì dentro: le sigaraie poi avevano un certo prestigio sociale: lo stipendio era buono - rammenta -, potevi girare ben vestita, e toglierti un sacco di soddisfazioni. Uno status riconosciuto da tutti».
E così, le ore passate ad arrotolare sigari, scorrono via veloci, senza mai un lamento. Pian piano, Lorenzina si fa benvolere da tutti. Fino a diventare, in breve, un punto di riferimento per l'azienda. «Ancora oggi, nonostante sia in pensione da due anni, sono a disposizione delle 40 colleghe che ancora lì lavorano. Mi chiamano, mi chiedono consigli ed io non mi tiro mai indietro». Cosa serve per diventare una sigaraia? «La passione - chiosa - è la cosa più importante, è un lavoro che devi sentire da dentro. Negli anni è cambiato tanto, con l'avvento della tecnologia, ma il motore che realmente permette la realizzazione dei sigari è l'amore per questo mestiere. Mancano i giovani? Da noi ce ne sono abbastanza, e sono convinta che con una maggiore visibilità, avremo un bel ricambio generazionale».
Ma ieri la festa non era solo di Lorenzina, era la Festa di una nazione che 72 anni fa, scelse di sentirsi di tutti. E nel Cortile degli Svizzeri, quel "tutti" era rappresentato anche dai 6 dipendenti della Manifatture Sigaro Toscano, uomini e donne che hanno consegnato ai militari il tricolore italiano, per issarlo sul pennone. Il prefetto di Lucca, Maria Laura Simonetti, dopo l'Inno d'Italia, ha ricordato il ruolo del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in questi giorni concitati che hanno portato alla formazione del nuovo esecutivo, nello «sciogliere le tensioni di cui era preda il nostro Paese - ha spiegato il Prefetto -, in cui più di ogni altro aspetto va valorizzato il lavoro, come forma di affermazione e stabilità. Ringrazio anche gli altri prefetti, perchè in quest'anno sono state attuate misure straordinarie per contenere e prevenire azioni terroristiche, anche internazionali».
Lavoro come fulcro del Paese. Per questo la primaria di Santa Maria a Colle, con quattro suoi piccoli alunni ha voluto leggere i cinque articoli (art. 1, 35, 36, 37 e 38) della Costituzione che parlano di occupazione. Le nuove generazioni che ricordano a quelle più vecchie quanto sia fondamentale tutelare la dignità che nasce dal lavoro. Tanti i premi conferiti dalle autorità (presenti tra gli altri il senatore Andrea Marcucci, i deputati Riccardo Zucconi e Gloria Vizzini, i sindaci Alessandro Tambellini, Luca Menesini, Andrea Tagliasacchi e Andrea Bonfanti, i consiglieri regionali Stefano Baccelli e Maurizio Marchetti) di concerto con il prefetto: medaglia d'oro per le vittime del terrorismo (al tenente colonnello Vittorio Biondi) e due medaglie per il sacrificio di due italiani, deportati e deceduti nei lager nazisti tra l'armistizio dell'8 settembre 1943, ritirate dagli eredi.
Onorificenze dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana al luogotenente Mirco Zaia della Marina militare, ai luogotenenti dell’Arma dei carabinieri Nicola Pietro Marianetti e Carlo Zingale, al luogotenente Paolo Izzo della Guardia di Finanza, al signor Alfredo Rugani e al signor Roberto Tomei. Menzione speciale per Stefano Mariotti, direttore generale della Manifatture Sigaro Toscano, insignito della Medaglia "Città di Lucca".
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
