Finanza
Valle del Benessere, sì dalla giunta
Approvato il protocollo d’intesa sul progetto di rilancio turistico. Ora serve un piano dettagliato
BAGNI DI LUCCA. Sì alla “Valle del Benessere” con il rilancio delle strutture termali e la costruzione di un grande albergo e di altre strutture nell’area ex Alce, ma a patto che il gruppo proponente entro sei mesi presenti al Comune un piano di dettaglio sull’intera operazione. Questa la decisione della giunta di Bagni che ha approvato il protocollo di intesa tra Comune e il gruppo di lavoro che propone il progetto di riqualificazione.
Il gruppo, composto da operatori e professionisti come Alberto Francini, Giuseppe Lunardini, Liban Varetti, Francesco Poggi e Nicola Lencioni, aveva chiesto all’amministrazione comunale una condivisione di massima per poter procedere a una definizione concordata dell’iniziativa, considerato che l’intervento costituirebbe per il Comune un rilancio in termini economici, rivitalizzando welfare e turismo. La giunta ha apprezzato la proposta e condivide in linea di massima le prospettive e le finalità dell’operazione e ha quindi deciso di esprimere un parere favorevole di massima al progetto denominato “La Valle del Benessere”. Ma perché si possa ulteriormente approfondire ogni aspetto la giunta chiede che «entro sei mesi venga predisposto ogni dettaglio necessario per il protocollo di intesa tra il Comune ed i proponenti».
Nel presentare l’iniziativa, nel febbraio di quest’anno, il gruppo proponente aveva sostenuto di puntare non solo sulla riqualificazione della parte termale storica esistente e di alcuni vecchi edifici, ma anche sulla realizzazione di un nuovo complesso termale, con albergo da 120 camere. Il tutto nell’area di proprietà privata di otto ettari vicino alla ferrovia a Fornoli, non più utilizzata a scopo industriale e oggi in vendita. Il centro benessere negli obiettivi dei proponenti «deve essere il volano per un rilancio alla grande della cittadina termale», un sistema nel verde «che si collegherà a Ponte a Serraglio e alla Villa, e dalla parte opposta si congiungerà alla vicina Lucca e alla Versilia; il nuovo centro dovrà essere un nuovo polmone, non solo a livello commerciale». Già in febbraio il gruppo aveva assicurato che il progetto era pronto e che rappresentava «un’opportunità per l’amministrazione comunale per partecipare ai bandi a livello europeo».
Nella proposta centrale è il recupero degli stabilimenti termali, ai complessi San Giovanni e Demidoff. La riqualificazione delle terme veniva indicata come primo step, per poi passare al percorso storico delle acque con i complessi del Bernabò, del Casinò, di Villa Fiori, Villa Ada e Bagno alla Villa. Il gruppo mira a un rilancio a 360 gradi del patrimonio naturalistico ed economico di Bagni di Lucca. Non si pensa però allo sfruttamento del termalismo solo per il richiamo che può ancora esercitare su persone di una certa età, ma per il flusso che può portare «una nuova forma di fitness, comfort e relax per tutte le età, con il coinvolgimento delle attività esistenti che si occupano di questo settore». I punti chiave dell’idea sono il riuso di edifici esistenti, la sostenibilità energetica, la mobilità verde, l’arte urbana, il paesaggio urbano, l’assenza di consumo di suolo. Tra gli obiettivi anche la costruzione di una metropolitana leggera per il tratto ferroviario Lucca-Aulla.
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