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«Noi imprenditori abbiamo fatto il nostro dovere»

«Noi imprenditori abbiamo fatto il nostro dovere»

Grossi: aumentati in 10 anni i ricavi reinvestiti in azienda Nel 2017 e inizio 2018 crescono produzione ed export 

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PISTOIA. Se i politici sono finiti sotto accusa negli interventi in assemblea dei presidenti locale e nazionale degli industriali, questi ultimi hanno invece raccontato con soddisfazione una congiuntura economica certo ancora difficile ma in netto miglioramento rispetto al recente passato.

A snocciolare le cifre è stato soprattutto Giulio Grossi, presidente di Confindustria Toscana Nord, nella relazione che ha aperto i lavori. Il 2017 si è chiuso – per le province di Pistoia, Lucca e Prato, con una congiuntura in miglioramento. La produzione ha segnato un +1,8% nel quarto trimestre dell’anno, portando la variazione complessiva allo 0,7%. Bene anche l’export, cresciuto del 2,3%; nei primi tre mesi del 2018 le vendite all’estero hanno rallentato ma la variazione (1,1) è rimasta comunque positiva. Persino il settore dell’edilizia, dopo la ripresa del 2017, mostra di star consolidando i livelli raggiunti, senza smottamenti.

E poi ci sono i dati sulla forza lavoro. Tra il 2014 e la fine del 2016 nell’area della Toscana Nord si sono creati 10.000 posti di lavoro in più, e quasi tutti a tempo indeterminato. Difficile dire quanti siano merito del cosiddetto Job Act e quanti dell’esonero contributivo applicato ai nuovi assunti a tempo indeterminato. «Però l’impennata c’è stata, ha queste caratteristiche e questo è un dato che non può essere ignorato» ha chiosato Grossi.

Tutte le cifre citate dal presidente sono frutto del lavoro del Centro studi, che Grossi ha voluto citare espressamente (cosa che ha fatto anche Boccia nel suo intervento) come strumento particolarmente utile e sensibile per monitorare le variabili chiave nella vita delle imprese.

E proprio da uno di questi studi, l’”Analisi dei bilanci 2006-2016” delle società di capitali manifatturiere dell’area Pistoia-Prato-Lucca, presentato nel marzo scorso, Giulio Grossi ha estratto il dato che ha illustrato con maggiore enfasi: l’aumento dell’autonomia finanziaria delle imprese. La percentuale del capitale proprio sul totale degli investimenti è infatti passato dal 29,8% al 36,9. «Detto in altri termini, molti di noi hanno ridotto o azzerato i dividendi per patrimonializzare le imprese o finanziare investimenti. Se qualcuno avesse dei dubbi sull’impegno degli imprenditori di Lucca, Pistoia e Prato verso le proprie imprese, questi dati rappresentano una risposta che non ammette repliche».

Bilancio positivo, dunque? Sì e no. Perché anche se i numeri sono positivi nell’area della Toscana settentrionale, quest’ultima rimane sempre un passo indietro rispetto al Nord del paese. Lo certifica anche l’ultimo rapporto Cerved- Confindustria sulle piccole e medie imprese, che vede la Toscana leader del centro Italia ma sempre distante da Lombardia, Piemonte e Nordest.

Conclusione: «Dobbiamo tenere ben saldo il gancio che ci tiene legati a chi fa meglio di noi e non mollare la presa».

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