Il dolore
«Lucca ha bisogno di cambiare musica»
Gli Underground Supporters chiedono un dialogo col Comune
LUCCA. Un futuro musicale per la città fatto di eventi nei quali l’alto livello artistico incontri il rispetto dell’altro e del luogo in cui si svolgono. Un futuro musicale in grado di animare spazi spenti e sotto utilizzati secondo una logica itinerante. Un’epidemia di note contagiosa, basata su spartiti sempre originali all’insegna della musica elettronica che porti allo scoperto quel sommerso artistico che caratterizza la scena underground lucchese. Sono solo alcuni degli intenti che caratterizzano il movimento “Underoground Supporters Lucca”, un collettivo di giovani musicisti e produttori, totalmente apolitico, nato appunto per promuovere a Lucca la musica e qualsiasi altra forma d’arte. Finora a parlare per loro è stata la qualità degli eventi che hanno organizzato: uno su tutti, forse il più noto, l’“After della notte bianca” ma anche il “Six djs under one roof” oltre alle feste nella stupenda location di Chiatri. Adesso però, il gruppo che punta a diventare un’associazione con tutti i crismi, ha deciso di uscire dagli studi di registrazione proponendosi, anche nell’ambito del nuovo regolamento comunale di polizia urbana, sul quale è ancora possibile presentare delle osservazioni, come interlocutore competente in materia. La loro richiesta è quella di creare un “tavolo di lavoro” con le istituzioni inerente alla cultura e all’intrattenimento del mondo giovanile. Argomenti che, secondo gli Undergoround Supporters «troppo a lungo sono stati disattesi». «La nostra proposta - spiegano - è quella di proporre eventi di musica elettronica notturna ben organizzati e coordinati. Per ora abbiamo pubblicizzato la nostra attività su Facebook e Soundcloud e abbiamo avviato collaborazioni in Europa e nelle Americhe». Il gruppo però, il cui portavoce è il noto musicista Federico De Robertis, non dimentica la grande tradizione musicale e culturale lucchese. «Già secoli fa il nostro teatro aveva rilevanza europea - aggiungono gli Underground Supportes - il conservatorio ha generato non solo abili musicisti e compositori ma anche innovatori che hanno cambiato la storia della musica, come Giacomo Puccini. Questa tradizione - continuano - viene giustamente valorizzata nella nostra città con numerosi festival ma a nostro avviso può essere completata valorizzando un mondo musicale, forse più notturno e nascosto ma fortemente innovativo: quello della musica elettronica». Una delle proposte che il collettivo lancia al Comune è quella di incentivare quei locali che fanno musica dentro la città e si dotano di doppia porta a vetri a doppia camera per abbattere il muro delle emissioni musicali. «È fondamentale però che i bagni pubblici rimangano aperti fino a tardi almeno nel weekend e che le zone più frequentate - dicono - siano dotate di bagni chimici in modo che possano essere mantenute sobrie e pulite». Spazio però anche alle iniziative concrete come ad esempio l’organizzazione di feste a rotazione. «Suggeriamo di dividere la città in dodici zone - spiega il collettivo - e in ognuna di queste di organizzare una festa minimizzando in questa maniera il disturbo per i residenti. I luoghi potrebbero essere il vecchio mercato in piazza del Carmine, la Casa del Boia, la Manifattura Tabacchi, una serata al Summer Festival, piazza Antelminelli, piazza San Michele, piazza Anfiteatro, Villa Bottini, i baluardi sulle Mura». Il tutto senza alcuno scopo di lucro. «Quello che facciamo - concludono - è esclusivamente dettato dall’amore per la Musica. Il nostro fine economico è il punto di pareggio tra costi ed entrate e quando si è verificato un fortunato surplus abbiamo sempre reinvestito la somma di denaro avanzata nell’evento successivo».
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