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Lucca

Piscina per disabili raccolte 2mila firme

Piscina per disabili raccolte 2mila firme

La petizione di “Vengo anch’io” va avanti e ora i moduli sono disponibili anche in alcuni negozi del centro storico

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LUCCA. Sono state raccolte quasi duemila firme ma l’associazione promotrice, “Vengo anch’io Astrolabio Lucca” non ha certo voglia di fermarsi. Anzi, la petizione, lanciata qualche mese fa per chiedere che venga mantenuta la destinazione sanitaria, riabilitativa e sportiva, negli spazi dismessi del Campo di Marte, prosegue e si allarga tanto che i moduli per sostenerla sono disponibili anche in alcune attività commerciali del centro storico. «So che la questione dovrebbe essere discussa in commissione l’8 giugno - spiega la promotrice della petizione nonché vicepresidente dell’associazione “Vengo anch’io”, Elena Piantanida - tutto è nato dalla proposta dell’assessora Serena Mammini e noi siamo d’accordo con lei. Chiediamo che la destinazione d’uso di quell’area non diventi di tipo residenziale ma anzi che resti sanitaria in modo che al campo di Marte possano essere realizzate una piscina e una palestra attrezzate per l’attività riabilitativa». Una localizzazione, quella del Campo di Marte, che l’associazione giudica «strategica per la città intera perché, lo spazio è già dotato di parcheggi auto, è servito dai mezzi pubblici ed è veramente centrale rispetto alla città».

La speranza dell’associazione - che sul territorio si occupa di riabilitazione ludico/motoria in acqua per i bambini e gli adolescenti con difficoltà psicopatologiche e neurologiche - è che il consiglio comunale ma anche la Regione Toscana e l’Asl appoggino questa richiesta. «Concentrare la riabilitazione in un luogo dove già sono presenti ambulatori medici, preposti alla diagnosi e al controllo di varie patologie che interessano la riabilitazione stessa significa poter coordinare, verificare e progettare percorsi condivisi tra specialisti, significa offrire ai pazienti una qualità del servizio migliore». Anche perché al momento qui a Lucca non c’è una piscina attrezzata per la riabilitazione. «Per i ragazzi che hanno disabilità importanti ma anche per chi ha bisogno di fare riabilitazione per un periodo limitato - spiega Piantanida - non c’è una struttura adeguata in cui effettuare la fisioterapia in acqua. Le piscine hanno numerose barriere architettoniche e spesso i ragazzi devono essere portati fisicamente in acqua altrimenti non riescono a entrare in vasca. In più queste strutture hanno anche dei costi abbastanza elevati. La nostra esigenza è quella di avere una piscina comunale attrezzata perché per il momento le uniche che ci sono si trovano a Barga o a Massa. Basterebbe la volontà. I bambini ne hanno bisogno ed è tanto tempo che aspettano».

Federica Scintu

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