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Tassa di soggiorno si cambia per Airbnb
Nuovo regolamento in giunta, poi la convenzione col portale
LUCCA. Tassa di soggiorno, cambia il regolamento: salta la distinzione tra alta e bassa stagione, sanzione di 50 euro per gli “ospiti fantasma” e via libera alla convenzione con Airbnb.
Da qualche settimana negli uffici di palazzo Orsetti si lavora alle modifiche del testo che norma importi, tempistiche e modalità di riscossione del tributo riservato ai turisti che alloggiano nelle strutture ricettive. Per cercare di far emergere il mondo semi-sommerso degli affitti brevi e delle prenotazioni online, l’amministrazione ha lavorato a un accordo con Airbnb, la piattaforma di intermediazione di affitti turistici nata nel 2008 a San Francisco ed esplosa negli anni seguenti. Il sistema è semplice: il proprietario di una casa vuota, decide di metterla in affitto, pubblica l’annuncio sul portale e subito domanda e offerta si incontrano. Un sistema reso ancor più semplice da una recente modifica della legge regionale sul turismo, che ha cancellato l’obbligo (incostituzionale) di dar vita a un’impresa per chiunque affitti a fini turistici più di due appartamenti facendo più di 80 contratti l’anno. L’attività del nuovo colosso della sharing economy comincia ad avere un impatto significativo sulla città. Basta andare sul portale Airbnb e digitare la parola Lucca per rendersene conto: vengono fuori 306 alloggi, molti dei quali collocati in graziosi appartamenti del centro storico, messi a disposizione del turista, con prezzi che oscillano fra i 30 euro e i 100 euro.
Stagione unica. Per cercare di recuperare la tassa di soggiorno da chi alloggia in queste strutture, il Comune ha aperto una trattativa con Airbnb ed ha apportato alcune modifiche al regolamento. «Il nuovo documento è quasi pronto – spiega l’assessore il vicesindaco Giovanni Lemucchi – Abbiamo dovuto cancellare la distinzione tra alta e bassa stagione, che rendeva impossibile stipulare una convenzione con Airbnb». Finora in alta stagione (dal 1° aprile alla prima domenica di novembre) si pagava l’imposta di soggiorno fino a un massimo di 3 pernottamenti consecutivi, mentre in bassa stagione si pagava un solo pernottamento indipendentemente dai giorni di permanenza in città. Il nuovo regolamento annulla tale distinzione e crea una sorta di stagione unica. In ogni periodo dell’anno l’imposta si pagherà fino a un massimo di 3 pernottamenti consecutivi. Per gli affitti brevi prenotati su Airbnb l’importo è di 1,50 euro visto che si tratta di case vacanze, B&b o alloggi ammobiliati per turisti. L’accordo che verrà stipulato prevede che l’imposta venga pagata al momento della prenotazione online e che poi Airbnb riversi l’importo al Comune.
Caccia all’ospite fantasma. L’altra novità contenuta nella bozza del nuovo regolamento (che andrà in giunta martedì, poi dovrà passare in commissione e infine approdare in consiglio), riguarda l’introduzione di una sanzione tributaria per il cittadino che non paga l’imposta. Finora il Comune poteva chiedere all’”ospite fantasma” una cifra corrispondente al mancato gettito della tassa. Ovvero pochi euro. Ora, invece, l’evasione viene sanzionata sulla base dell’art. 7 bis del Tuel: per violazione dei regolamenti comunali si prevede una sanzione da 25 a 500 euro. La possibilità del pagamento in forma ridotta fa sì che la somma chiesta al cittadino moroso non superi i 50 euro (più la tassa). In questo modo il Comune è incentivato a cercare chi non paga e l’ospite è responsabilizzato.
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