Il Tirreno

Lucca

Nuovi campi da tennis, i residenti dicono no: «Area per le famiglie»

di Rossella Lucchesi

Protestano gli abitanti della zona in cui dovrebbe sorgere il campo polifunzionale del Comune: «Basta cemento»

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LUCCA. Quei campi da tennis, a due passi dalle loro abitazioni ad Antraccoli, proprio non ce li vogliono e si dicono pronti a dare battaglia al Comune per impedire che vengano realizzati.

«La salvaguardia degli spazi verdi e lo stop a progetti di cementificazione a favore del recupero e del riutilizzo di edifici dismessi. Sono stati il cavallo di battaglia della campagna elettorale che lo scorso anno ha portato alla riconferma del sindaco Alessandro Tambellini per il secondo mandato consecutivo. Battaglia sostenuta dallo stesso primo cittadino che più volte si era espresso sul tema, ribadendo la propria posizione in merito che pareva non ammettere repliche. Cosa che ha fatto anche qualche giorno fa nel corso di una trasmissione su Noi Tv a margine di un convegno sul tema tenutosi alla Casa del Boia. Ma si sa, dal dire al mare c’è di mezzo il mare. E il tempo può oscurare anche i più solidi propositi e rimettere tutto in discussione, facendo dimenticare promesse e impegni». Queste le parole di gruppo di residenti di Antraccoli che si fa sempre più consistente e che ha intenzione di difendere con le unghie coi denti quel terreno di 14mila metri quadrati in località “al Carratore” che l’amministrazione comunale di Lucca vuole trasformare in centro polifunzionale con campi da tennis. Sono oltre 80 famiglie residenti nelle villette e nei condomini intorno all’area verde, finora adibita a spazio attrezzato con giochi, alberi e panchine. Con loro l’associazione “I Fanucci” nata qualche mese fa con l’intento di salvaguardare quello che è ormai il “terreno della discordia” a pochi passi dagli orti sociali di cui si prendono costantemente cura alcuni residente del posto. La richiesta dei residenti, che stanno affilando gli artigli per difendere ciò che ritengono non debba essere sacrificato con una colata di cemento è quella di «recuperare l’area possibilmente con l’aggiunta di panchine, gazebo e giochi per bambini».

Tutto ebbe inizio con la richiesta, da parte dell’associazione La Biribaola che organizza la sagra di Antraccoli, presieduta dalla moglie del consigliere comunale di maggioranza Claudio Cantini, di ottenere in concessione (gratuita) il terreno per potervi costruire un centro polifunzionale con annessi campi da tennis.

«Il che suscitò immediatamente molte perplessità - spiega il presidente dell’associazione “I Fanucci” Edoardo Martini - visto che in questo modo la gestione dello spazio passerebbe direttamente alla Biribaola, privando decine di famiglie del suo godimento. Senza considerare le ripercussioni sulla zona a causa dei lavori di tubature e allacci che potrebbero modificare l’assetto idrogeologico della zona e recare seri danni alla falda, ma anche i problemi di traffico e parcheggio, dato che vi è soltanto una via d’accesso all’area e il viavai di mezzi sconvolgerebbe la quiete pubblica e renderebbe difficile trovare posti per la sosta delle auto dei residenti». Un paese diviso in due. Così è oggi Antraccoli in attesa di decisioni da parte dell’amministrazione comunale che, per voce dell’assessore Serena Mammini e del sindaco Alessandro Tambellini, ribadisce la propria disponibilità a riaprire un dialogo.

L’incontro è fissato per lunedì 4 giugno: solo allora si potrà sapere se gli oppositori al progetto potranno dormire sonni tranquilli.

Ma il percorso è ancora lungo e tortuoso, vista la complessità delle problematiche che ruotano intorno al piano strutturale e alla variante.

«Di certo si sa - spiega l’assessore Mammini - che l’idea di un centro di aggregazione nel terreno aleggiava già dagli anni Ottanta, quando vi furono costruite le abitazioni intorno, poi non se ne parlò più, fino alla richiesta della Biribaola che abbiamo preso in considerazione con il progetto della nuova variante che comunque prevederebbe la cementificazione di circa un terzo del terreno, lasciando il resto a campi gioco attrezzati e a verde pubblico».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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