La protesta
Suor Angelica ritorna nei luoghi della tragedia
Per il centenario dell’opera pucciniana una messa in scena d’eccezione nelle stanze del monastero di Vicopelago dove la protagonista visse e morì
LUCCA. Sarà la splendida cornice del monastero Agostiniano di Vicopelago a ospitare, domenica 10 giugno, per la prima volta, la Suor Angelica di Giacomo Puccini. Mai prima d’ora infatti, l’opera - che debuttò il 14 dicembre del 1918 al Metropolitan di New York - era stata rappresentata nei luoghi in cui la sventurata ragazza visse realmente fino alla morte atroce, per scontare il peccato di aver messo al mondo un bambino nato fuori dal matrimonio che le fu sottratto subito dopo la nascita.
Una vicenda che aveva molto colpito Puccini che ne era venuto a conoscenza attraverso la propria sorella Iginia, monaca nello stesso convento col nome di suor Giulia Enrichetta. Un luogo magico e intriso di suggestioni che il compositore lucchese frequentava spesso per incontrare la congiunta, ma anche per rilassarsi e trovare ispirazioni. Il dramma di Angelica fu dunque pane per i suoi denti, perché proprio in questo luogo ebbe la folgorazione per comporre l’opera che avrebbe fatto parte del famoso Trittico con Il Tabarro e Gianni Schicchi. Per celebrare il centenario non si poteva dunque trovare migliore location. Per esigenze di ambientazione lo spettacolo, promosso in collaborazione con il Comune di Lucca e il sostegno della fondazione Banca del Monte, inizierà alle 18 con il crepuscolo e durerà poco meno di un’ora. Non sarà la rappresentazione integrale dell’opera, bensì un percorso emozionale nei luoghi di Suor Angelica, studiato nei minimi particolari per creare le suggestive atmosfere descritte da Giacomo Puccini e la drammaticità dei momenti salienti del breve, ma intenso capolavoro pucciniano. A dare voce alla sfortunata eroina che aveva fatto una scelta controcorrente, manifestando poi la propria ribellione nel gesto finale della vicenda, il soprano Silvana Froli, ideatrice dell’iniziativa insieme alla guida artistica Tiziana Criscuoli. Visibilmente emozionata per questa nuova avventura pucciniana, la cantante si prepara al debutto con entusiasmo e con l’ansia di chi, per la prima volta, mette in scena una delle liriche più struggenti laddove tutto ebbe inizio e tutto si concluse nel modo più tragico. «Volevo che il pubblico toccasse con mano luoghi e personaggi dell’opera e ne condividesse emozioni e sentimenti, partecipando non da spettatore, ma come protagonista» spiega, mentre lancia un appello alle istituzioni, affinché si prendano cura dell’edificio religioso che versa in condizioni di precarietà e che, una volta recuperato, potrebbe diventare una tappa dei percorsi pucciniani. L’interesse sembra esserci, almeno da parte dell’assessore Stefano Ragghianti che spera di trasformare l’evento in una prospettiva turistica e culturale di alto livello. E pure da parte della fondazione Banca del Monte che ha provveduto anche al restauro dei costumi di scena, prestati dalla fondazione Cerretelli, gli stessi utilizzati per la produzione Rai del 1954. Ad affiancare Froli nel dramma diretto dal regista Nicola Fanucchi con la collaborazione artistica di Cataldo Russo, il mezzo soprano Leonora Sofia. Le suore saranno invece le cantanti Alessia Baldinotti, Antonia Fino, Francesca Maionchi, Elena Pratelli, Bianca Barsanti, Veronica Senserini, Deborah Vincenti, Federica Nicotra e Nicoletta Celati. La parte musicale è affidata all’organista Marco Tomei e a Sara Tomei al flauto con il maestro concertatore Diego Fiorini. Biglietto unico 30 euro. Prenotazione obbligatoria al 347 7361788.
Rossella Lucchesi
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