La protesta
Una settimana tutta dedicata al Serchio
Al via da lunedì la prima edizione del Festival del fiume organizzata per valorizzare e proteggere il corso lucchese
LUCCA. Contrariamente a tanti altri fiumi, anche celebri, non attraversa la città, è fuori dal centro, eppure è nel cuore di tutti i lucchesi. Stiamo parlando del Serchio, che la prossima settimana diventerà protagonista di un evento a lui dedicato, in tante chiavi di lettura.
Stiamo parlando di “Vivi il Serchio – Festival del fiume 2018”, una manifestazione fatta di tanti ingredienti, mostre, convegni, escursioni, laboratori, concerti, feste. Eventi per parlare del Serchio, per farlo conoscere nella sua bellezza, per difenderlo, per comprenderne i molti segreti e per provare ad afferrarne anche le mille potenzialità. Un’iniziativa che segue la mobilitazione nata grazie all’associazione “Noi che amiamo il Serchio”, che ha tra i suoi principali promotori il consigliere comunale Daniele Bianucci, tra i principali promotori dell’idea. «È vero che gli enti devono fare di più per il Serchio – ha commentato Bianucci – ma anche i cittadini possono dare il loro contributo. Come? Vivendolo». Ed è proprio questo lo spirito che anima l’iniziativa alla quale, come ha spiegato l’assessore Stefano Ragghianti, il Comune ha aderito subito.
E con il Comune tanti altri enti e associazioni, molti rappresentati alla conferenza stampa di illustrazione del Festival. Presenti Paola Fazzi, responsabile dell’associazione Percorso in Fattoria, che gestisce la Fattoria Urbana “Riva degli Albogatti”, nucleo centrale della rassegna; Arianna Chines, di “Noi che amiamo il Serchio” e di “Escursioni personalizzate”, nonché biologa, che ha sottolineato la grande biodiversità che caratterizza il Serchio, e che deve essere salvaguardata. Di “Noi che amiamo il Serchio” anche il professore universitario Massimo Rovai, il quale ha parlato delle possibili progettualità sul parco fluviale, al centro di un convegno tra vari enti e anche della presentazione di una serie di progetti elaborati dai suoi studenti («Alcuni anche provocatori, ma che servono a sviluppare il dibattito»). Da Rovai è arrivata anche la proposta di allargare l’orizzonte del festival oltre i confini del Comune di Lucca, a tutti i territori attraversati dal fiume, lanciando, a mo’ di esempio, la proposta di un’unica grande pista ciclabile da Migliarino sino a Piazza al Serchio. Poi l’aspetto conviviale del festival, sottolineato da Donatella Turri della Caritas, che riporta al principio originale che vivere una cosa significa anche proteggerla.
E dal 28 maggio al 3 giugno di occasioni per vivere il Serchio ve ne saranno davvero molte. Per tutti, adulti e bambini, per chi il fiume lo vive da tecnico e per chi invece se lo gode da romantico. Nel programma, lunghissimo, pubblicato sulla pagina Facebook “Vivi il Serchio - Festival del fiume”, si trovano escursioni a piedi e in bici in punti e in orari di diversi, laboratori per bambini, convegni (tra cui la tavola rotonda, mercoledì alle 17,30, dove enti diversi parleranno delle sinergie per lavorare insieme al rilancio del parco fluviale), momenti conviviali tra gastronomia, musica e spettacolo, esposizioni di natura divera, e anche uno spazio dedicato alla scienza, con il “bioblitz” della mattina del 3 giugno, quando esperti di diversi rami delle scienze naturali guideranno le indagini sul fiume per fare una valutazione della biodiversità dell’area. Ma in un certo senso il festival è già iniziato, con il photo contest dedicato al fiume: fino al 27 maggio infatti sarà possibile pubblicare i propri scatti dedicati al Serchiop sulla pagina Fb dell’iniziativa. E i 25 con più diventeranno protagonisti di una mostra allestita durante il Festival. (l.s.)
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