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«Abbiamo mandato cinque raccomandate: alla Regione, alla Provincia, al Comune, al Consorzio 1 Toscana Nord, sottoscritte da una trentina di persone che abitano nei dintorni del Rio Gambogi, affluente...
«Abbiamo mandato cinque raccomandate: alla Regione, alla Provincia, al Comune, al Consorzio 1 Toscana Nord, sottoscritte da una trentina di persone che abitano nei dintorni del Rio Gambogi, affluente della Freddana, ma nessuno ci ha mai risposto». A dirlo sono Stefano Simonetti e Angelo Angeli, residenti nei dintorni, preoccupati che il fosso possa nuovamente raggiungere un’altezza tale da esondare e allagare le loro abitazioni. Il motivo? Le piante, i rovi, i sassi che si sono accumulati nel letto del fosso e che, nei periodi di pioggia, impediscono all’acqua di defluire regolarmente. «Gli operai vengono a tagliare il verde una volta all’anno, ma poi lasciano tutti gli sfalci qui. Risultato? Quando piove si crea un’ostruzione». A contribuire, anche i due grandi tubi situati nel punto dove il rio passa sotto la strada. «Quando hanno allargato il canale, nel ‘94, infatti, non hanno pensato ad allargare anche il passaggio. Una situazione che più volte ci ha messi in difficoltà, dovendo fare i conti con il piano terra invaso dall’acqua che, in alcuni casi, è arrivata fino al livello delle cassette delle lettere». Un problema che, secondo Angeli, si ripropone anche più avanti, «dove un tubo a metà del passaggio sotto la strada, blocca i rami degli alberi nei momenti di piena».
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