Il Tirreno

Lucca

La Finanza sequestra 29 chili di sigarette

di Luca Tronchetti
La Finanza sequestra 29 chili di sigarette

Alla titolare cinese del bar Dolce Vita a Lunata per la vendita di tabacco senza autorizzazione e non consentita agli immigrati

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LUNATA. Aveva acquistato due anni fa - peraltro con un contenzioso civile ancora in corso - il bar «Dolce Vita» in via Antonio Rossi a Lunata e nonostante fosse priva di autorizzazione e licenza vendeva sigarette e tabacchi alla clientela nascondendo i pacchetti sotto al bancone o in un armadietto. Nei guai è finita una commerciante cinese di 45 anni residente a Capannori denunciata dalle Fiamme Gialle per la vendita e l’acquisto di tabacco senza autorizzazione. I finanzieri, che da tempo monitoravano il locale, hanno effettuato un blitz alcuni giorni fa sequestrando 29,8 chilogrammi tra «bionde» e sigari. Una quantità quasi sei volte superiore ai 10 chili che comporta, codice alla mano, una sanzione punita con l'arresto fino a un anno e con l'ammenda superiore ai 5mila euro. Ma c’è dall’altro. Perché c’è una legge (la 1293 del 1957) che recita «i generi dei Monopoli di Stato possono essere venduti soltanto da cittadini italiani o comunitari». E quindi non da extracomunitari come appunto i cinesi. Eppure ci sono altre tabaccherie in Lucchesia che violano questa normativa. Un illecito ai danni dello Stato che delle sigarette o controlla la distribuzione e incassa le accise.

I FATTI

Da tempo le la Guardia di Finanza sta effettuando verifiche su rilascio di scontrini e ricevute fiscali in bar e ristoranti. Ma anche su chi effettivamente gestisce le tabaccherie o la vendita di sigarette. Nel caso della «Dolce Vita» i finanzieri erano al corrente di una querelle sfociata anche in una denuncia da parte della vecchia gestione del locale. Due anni fa infatti il bar-pasticceria era passato di mano: acquistato da una famiglia cinese residente nel Capannorese. Il 40% dell’importo pattuito per l’acquisto della licenza del bar era stato pagato in contenti e il rimanente era stato rateizzato. Ma da quel momento i versamenti mensili si erano interrotti e c’è una causa aperta al tribunale civile di Lucca. La licenza per i tabacchi era rimasta logicamente alla vecchia titolare del locale che avrebbe voluto proseguire l’attività di cessione dei tabacchi. Ma ha trovato la ferma opposizione della commerciante cinese che con azioni intimidatorie le avrebbe impedito di poter effettuare la vendita. Sarebbe spuntata pure una pistola a piombini sprovvista di tappo rosso per spaventarla e indurla ad allontanarsi. Una vicenda al vaglio delle forze dell’ordine. L’ex proprietaria del bar ha fatto domanda di trasferimento della licenza di vendita dei tabacchi in altro luogo, ma ad oggi le è stata negata. Così si trova senza reddito e senza l’intero ammontare del denaro pattuito dalla vendita del locale.

IL BLITZ

I finanzieri vedendo l’insegna con la T che indica la vendita dei tabacchi che campeggiava fuori del locale e, una volta all’interno, scoprendo che non c’era traccia della vendita di tabacchi, hanno effettuato appostamenti mirati. E nel giro di pochi giorni hanno scoperto che la titolare cinese eludeva la legge e vendeva di nascosto sigari e sigarette occultate sotto il bancone e in un armadietto e hanno sequestrato la merce. Un caso limite o la punta di un iceberg?

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