Toscana
Furto di motoseghe alla Viviani Garden
Una quindicina di pezzi tra decespugliatori e tosaerba delle marche migliori occultati dalla gang nel bosco vicino alla ditta
MARLIA. Un furto su commissione studiato nei minimi particolari da una gang di professionisti va parzialmente in fumo per colpa dell’allarme che entra in funzione e costringe i malviventi a fuggire con una minima parte della refurtiva composta da motoseghe, tosaerba, decespugliatori e altri oggetti per il giardinaggio e l’agricoltura delle migliori marche. Accade verso l’una nella notte tra lunedì e martedì sul viale Europa a Marlia. I ladri prendono di mira l’impresa «Viviani Garden» di Luciano e Stefano Viviani costituitasi negli Ottanta con un punto vendita, un magazzino e un’esposizione fornitissima oltre ad un’officina dedicata alla riparazione e manutenzione di macchine agricole e non. A sparire sono poco meno di una decina di motoseghe marca Echo del valore commerciale di poco inferiore ai 10mila euro. Ma altri quindici oggetti vengono portati fuori dalla sede espositiva e nascosti nella vegetazione circostante per poi essere recuperati successivamente. Un piano che non va in porto per la prontezza di riflessi dei carabinieri del radiomobile intervenuti pochi istanti dopo la fuga dei malfattori.
IL RACCONTO
È la seconda volta in trent’anni che la ditta viene presa di mira dai soliti ignoti: «Hanno tentato di passare dal retro - racconta Stefano Viviani - e poi si sono diretti verso la porta blindata che hanno letteralmente spaccato rompendo pure un vetro. Non so come abbiano fatto ad eludere il sistema d’allarme, probabilmente hanno strisciato per evitare i sensori che avrebbero fatto scattare la sirena antifurto collegata con i carabinieri».
GANG ORGANIZZATA
Le immagini della videosorveglianza non fanno capire bene quanti fossero i componenti della banda. Non meno di 3-4 a giudicare dall’enorme lavoro svolto in circa un quarto d’ora: trasportare fuori dalla sala esposizione i modelli di tosasiepi, potatori, attrezzi a batteria e rasaerba dei brand più prestigiosi (Husqvarna, Echo) per un valore complessivo che si aggira sui 50mila euro. «Qualcosa a quel punto deve essere andato storto. Forse, anche se in ritardo, l’allarme è entrato in funzione. E visto che non potevano caricare la merce appena rubata su furgone o camioncini hanno pensato bene di occultare gli oggetti nel boschetto vicino alla ditta. A mio avviso i malviventi hanno lavorato parecchio tempo visto sono stato avvertito dalla polizia privata e dalle forze dell’ordine alle 2.20. È il secondo furto che subiamo nei trent’anni di attività. Dal magazzino mancano alcune motosega e abbiamo presentato denuncia ai carabinieri. Siamo assicurati contro il furto, ma intanto abbiamo dovuto cambiare la porta blindata che i ladri avevano fatto a pezzi. Testimoni? Viale Europa è assai transitata, ma evidentemente a quell’ora non è passato nessuno e comunque nessuno ha visto cosa stava accadendo».
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