Gioco
Comuni alleati per un’alimentazione più consapevole
LUCCA. Siglato ieri a palazzo Ducale l’accordo condiviso tra la Provincia e i Comuni di Lucca e Capannori sulle politiche alimentari. Con questo documento le istituzioni firmatarie si impegnano a...
LUCCA. Siglato ieri a palazzo Ducale l’accordo condiviso tra la Provincia e i Comuni di Lucca e Capannori sulle politiche alimentari. Con questo documento le istituzioni firmatarie si impegnano a lavorare all’indirizzo di una maggior garanzia della salute dei cittadini, attraverso un percorso condiviso e sostenibile, dove ciascuno avrà un ruolo preciso, finalizzato a garantire il diritto al cibo per tutti. È stato Luca Menesini, nella doppia veste di presidente della Provincia e sindaco del Comune di Capannori a rompere il ghiaccio, ricordando i numerosi progetti sul tema dell’alimentazione in atto da tempo sul territorio, come gli Orti in Condotta, in collaborazione con le scuole e il Circulary Food, vinto dallo stesso Comune di Capannori nell’ambito dei fondi dell’Autorità toscana per la Partecipazione che coinvolge i Comuni di Lucca, Porcari e Altopascio. Iniziative che, insieme ad altre, andranno a costituire la “best practice” del più ampio progetto europeo Robust, finanziato dal programma Horizon 2020 che vede la partecipazione di una ventina di territori europei con la finalità di analizzare le interrelazioni tra le aree urbane e periurbane rispetto alla pianificazione territoriale, alla cultura, alla valorizzazione delle produzioni e ai servizi. Robust permetterà dunque di tradurre in proposte politiche e programmatorie i principi della Carta di Milano, istituita durante l’Expo 2015 di Milano che stabilisce il diritto al cibo per tutti, attraverso un processo partecipativo che sarà avviato a fine 2018 e si protrarrà per quattro anni. A sottoscrivere il patto c’era anche il professor Gianluca Brunori, docente esperto di politiche del cibo e bioeconomia all’università di Pisa nel dipartimento scienze agrarie, alimentari e agroforestali. «Robust, ha detto, si occupa dei rapporti tra città e campagna, ovvero del percorso dei prodotti alimentari dalla produzione alla distribuzione, fino alla tavola dei consumatori». La Carta di Milano analizza anche altri punti chiave, come il problema dello spreco alimentare con Paesi affamati e altri che vivono nell’opulenza, ma anche la malnutrizione e l’obesità, sempre più diffusa tra adulti e bambini, causa di una scorretta alimentazione. «Temi di grande attualità che sono campanelli d’allarme per la nostra società che, per sopravvivere deve guardare al futuro in maniera più sana e intelligente, partendo, appunto dall’alimentazione» commenta il sindaco Tambellini che rilancia la necessità di intensificare la filiera corta e magari la creazione di marchi locali per favorire le produzioni locali.
Rossella Lucchesi
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