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«In commissione non c’è stata libertà»
LUCCA. «Grave episodio in commissione Controllo e Garanzia, non c’è stata libertà». A dirlo è il consigliere pentastellato Massimiliano Bindocci in riferimento a quanto avvenuto ieri mattina durante...
LUCCA. «Grave episodio in commissione Controllo e Garanzia, non c’è stata libertà». A dirlo è il consigliere pentastellato Massimiliano Bindocci in riferimento a quanto avvenuto ieri mattina durante la commissione che si era riunita per trattare questioni relative alla gestione delle rsa Pia Casa e Monte San Quirico e per fare il punto della situazione sui licenziamenti di Villa Santa Maria.
«Mentre mi lamentavo delle scelte fatte dal Comune - spiega Bindocci - mi è stato letteralmente impedito di parlare, interrompendomi ripetutamente e chiedendo che non parlassi. Ciardetti, se ho capito bene, ha proposto addirittura una mozione d’ordine per zittirmi, mentre l’assessore Del Chiaro ha chiesto, chissà perché, di non farmi intervenire perché fuori tema. Secondo loro potevo solo far domande, senza intervenire, mentre nelle commissioni e nei consigli esiste ancora la libertà di espressione, e posso intervenire, come tutti i membri alla commissione, dicendo quello che penso».
Ma secondo i consiglieri Pilade Ciardetti ed Enzo Giuntoli le cose non sarebbero andate così. «La discussione è proceduta normalmente fin quando il consigliere pentastellato Massimiliano Bindocci - scrivono in una nota - entrato a seduta già iniziata, ha cominciato un’invettiva puntando il dito contro l'amministrazione che avrebbe scientemente rovinato la vita a 51 lavoratori. L’argomento è stato detto e ridetto a più riprese, ma la nostra commissione non è la sede competente per entrare nel merito all’opportunità della decisione ancora in fieri sulla rsa di villa Santa Maria. È stato pertanto fatto notare al presidente l’incongruità di questo intervento. Bindocci questo forse non lo ha capito e quando gli è stato fatto notare che stava sbagliando sede e modalità, si è alzato e se ne è andato, sostenendo che non lo si lascia parlare».
«Santini, come presidente della commissione - aggiunge Bindocci - ha comunque provato a mediare invitandomi a proseguire anche perché la mia dissertazione poteva essere sgradita ma era pertinente- ma non c’è stato modo di parlare, per cui se volevano darsi ragione tra di loro era ovvio che la mia presenza fosse superflua».
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