Toscana
Si rompe il tubo e la strada cede «Sarà sostituito»
A dare l’allarme i residenti: «Tremava l’asfalto poi l’acqua ha iniziato a uscire da tutte le parti»
LUCCA. Il rumore dell’acqua che fa “tremare” l’asfalto e mentre la strada in un attimo si trasforma in un lago, il bitume viene risucchiato creando un pericoloso avvallamento. Un uomo attraversa questo tratto di via di Sant’Alessio quando è notte fonda: pochi minuti dopo la strada comincia a cedere ma per fortuna lui se l’è cavata con i soli abiti bagnati e qualche imprecazione.
L’ALLARME. Sono stati i residenti di corte Poletto ad accorgersi di quello che stava succedendo nel tratto della provinciale compreso tra la curva della via della Pieve di Santo Stefano e la palestra Ego in direzione Ponte San Pietro: era circa mezzanotte quando l’acqua ha cominciato a zampillare «da sei punti diversi», raccontano alcuni di loro, e in un attimo in tanti si sono precipitati giù dal letto e sono scesi per strada in ciabatte e pigiama per vedere cosa stesse accadendo.
«Mio marito è tornato a casa intorno a mezzanotte - racconta una donna che abita a pochi passi dal punto della rottura del tubo - e mi ha detto: “Alzati e vieni a vedere in che condizioni è la strada”. Così sono scesa e ho visto che era tutto allagato. Il rumore dell’acqua arrivava da sotto l’asfalto, avevo la sensazione che la strada tremasse. E infatti in un attimo l’asfalto si è spaccato e ha cominciato a cedere in alcuni punti; c’è mancato poco che si creasse una voragine. Quando è passato quell’uomo in motorino per fortuna non è successo nulla e menomale che a quell’ora non c’è tanto traffico altrimenti poteva anche esserci il rischio che qualcuno si facesse male». A quel punto gli abitanti di Sant’Alessio, visto che la situazione continuava a peggiorare, hanno chiesto l’intervento delle forze dell’ordine e dei vigili del fuoco. In più è stata allertata la squadra reperibile della Geal che intorno all’una di notte è arrivata sul posto. «Complimenti alla squadra di Geal che è intervenuta - dichiarano poi i residenti - perché stamani alle 6 (ndr: ieri mattina) il problema era stato già risolto. Il tubo dell’acqua è stato riparato e la buca è stata coperta. Hanno lavorato tutta la notte senza sosta e questo va riconosciuto».
LA BUONA NOTIZIA. A spiegare tecnicamente cosa sia successo in quel tratto della via di Sant’Alessio nella notte tra martedì e mercoledì è il presidente di Geal, Giulio Sensi. «Si è rotto un tubo della conduttura in pressione che serve le utenze non domestiche dal campo Pozzi di Sant’Alessio fino al serbatoio di Monte San Quirico. Si tratta di un tubo - spiega Sensi - che negli ultimi tempi si è rotto diverse volte. È parecchio usurato e per questo motivo verrà sostituito a breve. Di sicuro sarà un intervento che faremo prima di sistemare l’asfalto. Ci saranno circa cento metri di tubazione da cambiare». La conduttura che si è rotta infatti, è “inserita” nel tratto di strada nel quale sono stati già effettuati i lavori delle fognature: tratto nel quale era in programma una futura riasfaltatura.
«Martedì notte sul posto è intervenuta la squadra reperibile con due operai di Geal e la ditta di riparazioni - aggiunge Sensi - Sono arrivati intorno all’una e alle 3.30 nella zona è tornata l’acqua. La strada è andata un pochino giù ma in quel momento non c’era traffico. È stata tolta l’acqua ed è stato inserito un collare di riparazione». Proprio qualche giorno fa eravamo stati nella zona di Sant’Alessio in occasione della nostra iniziativa Caffè Tirreno e i residenti avevano chiesto come mai il tratto della provinciale interessato dai lavori alle fognature non fosse ancora stato riasfaltato. «Il motivo è che il terreno si deve assestare - aggiunge Sensi - bisognava aspettare il tempo necessario. Comunque a metà giugno, prima che comincino i lavori alle fognature nel tratto della via di Sant’Alessio compreso tra la Ego e l’ex scuola elementare rifaremo l’asfalto. Si tratta di circa un chilometro di strada da sistemare ma non sarà un intervento lungo tale da causare disagi importanti al traffico».
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