Il Tirreno

Lucca

Dalla Mediavalle una nuova missione di solidarietà

Dalla Mediavalle una nuova missione di solidarietà

I volontari dell’Associazione Nazionale Carabinieri  tornano ad Amatrice per aiutare le vittime del terremoto

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MEDIAVALLE. Un altro viaggio della speranza, per aiutare le popolazioni terremotate e fare in modo che non si spengano i riflettori su una tragedia che deve far riflettere. L’Associazione Nazionale Carabinieri, componente della protezione civile, continua in silenzio a far del bene.

Il 24 e 25 aprile scorso, due volontari della sezione di Fornaci di Barga, Pietro Taccini e Giuseppe Lenzi, si sono recati, per l’ennesima volta ad Amatrice per portare aiuti in denaro e materiale raccolto nella Garfagnana e Mediavalle. I rappresentanti dell’Anc hanno consegnato 3 quintali di pellet ad alcune famiglie del luogo. Il materiale era stato donato dall’Associazione “Il Ritrovo di Roberta” di Pontecosi, che già in passato si era fatta promotrice di analoghe raccolte. Toccante l’incontro con il parroco del paese, don Savino, al quale è stata consegnata la cifra di 1.470 euro, delle quali 470 raccolte da don Nando Ottaviano (parroco di Coreglia) e il resto dalla fanfara degli alpini di Cascio. La situazione che i volontari hanno trovato nel Lazio, è di estremo disagio. Le uniche attività lavorative sono quelle della ristorazione, nei fine settimana, quando in paese arriva una grande affluenza di turisti, e quella della pastorizia che, per fortuna coinvolge un discreto numero di famiglie. I due volontari hanno notato nel volto di don Savino, tanta tristezza e preoccupazione, anche se lo stesso si diceva soddisfatto per la solidarietà ricevuta. I soldi ricevuti serviranno a comprare alcuni container per sistemare tutto ciò che sarebbe stato recuperato dalle abitazioni inagibili che dovranno essere demolite.

Prima di iniziare il ritorno, i volontari hanno fatto un giro attraversando molte frazioni di Amatrice, località da loro ben conosciute in quanto intervenuti a pochi giorni da quel maledetto 24 agosto 2016, e avevano visto con i loro occhi la distruzione dei paesi e la disperazione degli abitanti. Hanno attraversato per la prima volta il centro del capoluogo, ancora ricoperto di macerie: «Durante i nostri viaggi – dicono i due volontari – ci siamo fatti molti amici e ci sentiamo un po’ coinvolti nei loro problemi e ogni volta che torniamo giù speriamo ditrovare una situazione migliore ma, almeno per il momento, abbiamo trovato solo tristezza e rassegnazione».

Nicola Bellanova

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