Gioco
La truffa del figlio da salvare pagando
I malviventi telefonano agli anziani chiedendo fino a mille euro
LUCCA. Il pretesto è vecchio, e qualche volta continua a portare frutti ai truffatori. Telefonano all’anziano preso di mira, si presentano come rappresentanti delle forze dell’ordine e li impauriscono, li fanno andare nel panico annunciando loro che un loro stretto congiunto ha avuto un incidente ma che la sua macchina è senza assicurazione; che il congiunto è in stato di fermo in caserma e che per “liberarlo” occorre pagare - e subito - il premio assicurativo, ovviamente in contanti.
Qualche volta però anche le potenziali vittime drizzano le orecchie in tempo, e denunciano. Come è accaduto non più tardi di due giorni fa, giovedì 3 maggio, quando alla questura di viale Cavour sono arrivate due telefonate da due anziani della zona che raccontavano di un tentativo di truffa telefonica. Due racconti pressoché identici, secondo il cliché illustrato. In entrambi i casi, la telefonata riguardava un figlio, che avrebbe avuto un incidente mentre guidava un’auto priva di assicurazione. A prova della “veridicità” della telefonata, gli interlocutori invitavano gli anziani a chiamare il 112, confidando che, sconvolti, avrebbero immediatamente abbassato e composto il numero dei carabinieri: loro intanto avrebbero atteso alla cornetta in modo da rispondere subito, fingersi agenti e confermare la comunicazione precedente.
Ma i due anziani nel mirino dei truffatori hanno capito subito che qualcosa non andava: hanno abbassato il telefono, composto il numero della questura e dato l’allarme.
Sono gli ultimi episodi, fortunatamente andati male per i truffatori. Ma la polizia conferma che più soggetti che tentano ripetutamente di truffare persone, prevalentemente in su con l’età, con questi espedienti, si trovano ancora sul territorio e possono continuare nei loro tentativi. L’allarme in sostanza è tutto fuorché rientrato.
Vari casi di truffe analoghe a quelle smascherate in questi giorni infatti, risultano essersi verificati nelle ultime settimane a Lucca e nella Piana, fino a tutto il territorio provinciale. Si tratta in realtà di modalità che vengono messe in atto ovunque, in Italia: non è escluso che gli stessi truffatori, più o meno organizzati, si spostino da un territorio all’altro del Paese.
Normalmente, con la scusa del premio assicurativo da pagare per togliere dai guai il parente, la cifra che viene richiesta oscilla di norma fra 500, 800 e mille euro, anche se poi i malviventi accettano qualsiasi somma che l’anziano proponga loro.
La polizia invita ulteriormente all’attenzione: questi individui arrivano perfino a recarsi a casa degli anziani per ritirare le cifre che richiedono; la consegna dei soldi è avvenuta in più di un caso direttamente davanti alla porta di casa: i truffatori sanno bene dove le loro vittime abitano e sono in grado di raggiungerle.
Negli ultimi casi riportati, risulta che a telefonare agli anziani con la scusa del congiunto nei guai per l’incidente sono state sempre voci di uomini, ma questo non significa che possano esserci anche donne fra i truffatori.(b.a.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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