Gioco
Folla e flash mob a Fornaci
Stand esauriti, c’è chi ha dovuto rinunciare. Protesta contro il pirogassificatore alla Kme
BARGA. Tempo di tirare le somme per “Primo maggio a Fornaci”, la kermesse giunta alla sua 58esima edizione che, per tre giorni ha trasformato Fornaci in un expo ricco di merci e piazza dove scovare ottimi affari fra gli stand di espositori provenienti da Bolzano alla Sicilia, senza dimenticare esponenti dal centro Italia fra cui le eccellenze della nostra provincia. Ma c’è stato spazio anche per l’attualità sociale e politica della Valle con il flash mob del comitato “La Libellula” contro il paventato pirogassificatore alla Kme.
Il boom delle visite s’è registrato domenica, un flusso di visite minori, ma costanti ha caratterizzato il giorno successivo mentre martedì, data clou, picchi maggiori come di consueto durante la mattinata confermando quei numeri in linea agli anni passati, nonostante il tempo ballerino. Insomma, chi più chi meno non s’è fatto scappare la tradizionale passeggiata fra gli stand dell’expo: edizione 2018, caratterizzata da appuntamenti d’alto livello sull’astronomia circostanti il ritorno del Planetario, struttura proveniente da Ferrara e a Fornaci gestita da varie associazioni di astrofili toscani i quali, fanno sapere d’aver registrato un flusso tra i 2000 e i 2500 visitatori più quelli provenienti dalle scuole (dal 2 al 4 maggio). A favorire del positivo andirivieni smosso dalla tre giorni, dato confermato dagli organizzatori del Comitato 1° maggio, anche i negozianti di Fornaci del Cipaf: indotto capace di percepire un buon giro d’affari, soprattutto domenica e martedì quando la “sua” via della Repubblica s’è trasformata in grande area pedonale.
«l bilancio è positivo, perché con questa edizione abbiamo superato i cento espositori e non era mai successo: è stato necessario dire di no anche ad alcuni che, ovviamente, si sono già prenotati per il prossimo anno. Purtroppo gli spazi espositivi sono tanti, ma anche limitati: e questa, francamente, è la prima volta che ci troviamo di fronte alla situazione di mandare indietro qualcuno». Così Nicola Barsotti, presidente del Comitato, martedì pomeriggio ha iniziato a tracciare le valutazioni finali di una tre giorni che ha visto «il settore automobilistico con un impulso forte ed il ritorno di marchi assenti da qualche anno», brand capaci inoltre a presentare modelli a metano, gpl o ibridi come i colleghi-ambasciatori sul mondo dell’agricoltura. Settori oggi più eco-friendly e messi al fianco di quelli legati a edilizia, bioedilizia, energie rinnovabili, risparmio energetico. «Sono mercati, quest’ultimi, che stanno crescendo molto - ricorda Barsotti- e tante richieste per esporre sono arrivate proprio da loro»: anch’essi sinonimo di uno stile di vita che strizza l’occhio al risparmio economico-energetico e vuole bene alla natura. Quest’ultima esaltata dall’area dei fiori e arredi da giardino, ma anche da produzioni a km0 e certificazioni di qualità presentate dal piccolo salone del gusto “I sapori della nostra terra” che, anche quest’anno, fra gli altri, ha accolto produttori da zone attorno Amatrice. Insomma, Primo maggio a Fornaci si può nuovamente definire specchio dei nostri tempi, in questo caso raccontati dalle aziende: realtà a dare risposta a certe necessità, talvolta creando il futuro. Futuro di un expo che per Barsotti il prossimo anno sarà segnato dal “ritorno delle moto, considerando che da lì tutto è nato” nel lontano ’61; poi, gustose e raffinate novità da introdurre a “I sapori della nostra terra”, seguendo quella tendenza inerente il buon cibo.
Martedì mattina alla tradizionale inaugurazione dell’expo con le autorità locali, s’è vista la presenza di alcuni partecipanti a La Libellula: gruppo per dire no, in un composto flash-mob, vestiti con t-shirt bianche e mascherine sul volto con striscioni fra le mani, all’eventuale idea di far sbarcare a Fornaci un pirogassificatore entro l’area di Kme.
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