Sicurezza
Petizione per il mercato al Foro Boario
Insorgono gli espositori. Bonturi (Pd): «Si sta cercando di dare ordine e regole»
LUCCA. Cartelli e una lettera per dare il via a una raccolta di firme al Foro Boario, dove ieri era in corso il “mercatino delle carabattole”, compravendita di oggetti usati diventata un appuntamento tradizionale. Nel periodo in cui l’amministrazione comunale ha deciso di intervenire sui mercati per regolarizzarne tutte quante le forme, gli organizzatori del mercatino delle carabattole hanno avviato la loro battiglia. «Il Comune ci vuole chiudere», urlavano ieri dai cartelli. Nella lettera aperta che hanno divulgato scrivono invece che «non si comprende come, perché e in difesa di che cosa, l’amministrazione abbia prima osteggiato fino a cancellare oggi un’iniziativa che meriterebbe supporto e promozione».
Intanto, sulla vicenda dei mercati interviene Renato Bonturi, capogruppo Pd in consiglio comunale. «Ancora una volta - dice - le argomentazioni utilizzate dal gruppo politico facente capo a Remo Santini sono un mix di disinformazione e insinuazioni prive di fondamento, metodo purtroppo già sperimentato che riteniamo sterile e scorretto. Per questo come gruppo consiliare respingiamo fermamente il messaggio al mittente e invitiamo Santini a occuparsi dei problemi della minoranza». «È il caso - continua Bonturi - di restituire un po' di verità sul tema dei mercatini. L'amministrazione sta portando avanti un lavoro per rimettere ordine in un settore come quello degli hobbisti, dei mercatini del riuso e delle opere dell’ingegno che se non gestito correttamente rischia di creare seri danni al commercio tradizionale. A questo riguardo è opportuno ricordare che furono le associazioni di categoria regionali, in un documento a firma di Confcommercio, Confesercenti, Cna, Confartigianato un paio di anni fa a chiedere che il diritto all’attività di vendita su aree pubbliche e private ad uso pubblico - ovvero mercati, fiere, manifestazioni commerciali a carattere straordinario - fosse riservato ai soli soggetti in possesso dei requisiti professionali previsti dalle normative vigenti su commercio e artigianato. La ragione é spiegata dalle associazioni di categoria nel documento citato dove si parla di "necessità di garantire alle imprese un contesto concorrenziale corretto e leale in cui operare e, di conseguenza, necessità di contrastare l’abusivismo e l’evasione fiscale in qualsivoglia modo questi si manifestino”. Esattamente quello che sta cercando di fare l’amministrazione, che non vuole cancellare questi mercatini, ma si è dimostrata disponibilità a trovare soluzioni a tutela degli interessi di tutti, in attesa di una regolamentazione regionale».
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