Il dolore
Cinghiali in strada, incidente in via Nuova per Pisa
Un gruppo di animali ha attraversato mentre passavano tre auto
LUCCA. Stava viaggiando sulla via Nuova per Pisa, per riportare a casa la fidanzata, quando quello che rappresentava un viaggio di routine ha rischiato di trasformarsi in una tragedia. Di sicuro si è trasformato in un danno, assai costoso. Ma alla luce della dinamica resta la magra consolazione che poteva anche andare molto peggio.
Protagonista della vicenda Luca Angelini, residente nel Compitese. Erano quasi le tre della notte tra venerdì e sabato. La sua auto arrivava da Lucca quando, all’altezza del distributore di carburante circa un chilometro prima della galleria del San Giuliano, il viaggio è stato interrotto in modo traumatico e brusco: «All’improvviso dalla destra è sbucato un cinghiale, che però è riuscito ad attraversare la strada. Subito dietro però è arrivato un altro esemplare, e in quel caso non è stato possibile evitare l’urto. Nel buio poi non sono riuscito a notare altri animali, ma penso che ve ne fossero ancora. Un terzo quasi sicuramente, visti i segni lasciati sulla fiancata destra della mia auto, come se un altro animale avesse colpito la macchina nel momento in cui ho investito il secondo cinghiale».
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Nello stesso momento sul posto stavano passando altre vetture, una che seguiva la Volkswagen Golf di Angelini, e un’altra che invece arrivava dalla direzione opposta. Anche quest’ultima si è trovata all’improvviso un cinghiale davanti, quello che aveva attraversato per primo, e con una brusca frenata e una sbandata è riuscita a evitare l’impatto. E qui uno dei rischi scampati: in casi del genere, infatti, è facile, quasi istintivo, sterzare bruscamente per evitare l’ostacolo, col rischio di provocare un pericoloso incidente frontale.
Coinvolta, indirettamente, anche l’auto che seguiva quella di Angelini, che si è trovata a passare sopra ai resti del paraurti della Golf. Sono stati proprio gli automobilisti che seguivano loro ad aiutare per primi la coppia: «Sono stati gentilissimi, ci hanno anche accompagnato fino ad Asciano, a casa della mia ragazza». Sì, perché nell’urto l’auto di Angelini, acquistata appena un anno fa, aveva riportato danni tali da non poter essere rimessa in moto: oltre alla carrozzeria lo scontro aveva distrutto anche il radiatore.
E il cinghiale colpito? Inizialmente non si trovava, facendo pensare che fosse sopravvissuto alla botta, riuscendo a scappare: «Quando siamo scesi – prosegue il racconto – non c’erano tracce del cinghiale, poi, camminando lungo i bordi della strada, l’abbiamo trovato. Era, ormai morto, in un fossato alla sinistra dell’auto, ossia dalla parte opposta rispetto al punto da cui aveva iniziato ad attraversare la strada, un po’ più avanti rispetto all’impatto. Non so se sia finito lì spinto dalla botta o se vi si sia trascinato quando era ormai morente».
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L’automobilista ha anche provato a chiamare i carabinieri per segnalare l’incidente, ma in quel momento non vi erano pattuglie disponibili. E non è rimasto altro da fare che tornare a casa e far recuperare l’auto al carro attrezzi. Il danno è notevole, e adesso si tratta di capire chi dovrà rimborsare, se l’Anas (visto che la strada era una statale), se la Regione (responsabile della fauna selvatica) o entrambi gli enti. Ma accanto a questo tema, che per chi ha vissuto la disavventura è certamente importante, ne rimane anche un altro sul tappeto, e che riguarda tutti, quello della sicurezza. L’incidente sulla Pisana è, infatti, solo l’ultimo in ordine di tempo provocato da cinghiali, ormai sempre più vicini alle città. E, finora, di soluzioni non se ne sono viste (a parte qualche cartello stradale), e il rischio resta alto.
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