Il Tirreno

Lucca

In corte Busdraghi il fabbro più antico: un’officina del 1951

di Gregorio Andreini
In corte Busdraghi il fabbro più antico: un’officina del 1951

La storia dei Paladini, dal padre Pietro al figlio Stefano «Ma in questo luogo c’era una lavorazione dal 1870»

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Impegno e tanta passione fra gli amati attrezzi del mestiere ricchi di vita vissuta.
L’attività artigianale del centro storico in questione è l’Officina Paladini a conduzione familiare presente ininterrottamente in via Busdraghi dal 1951. Ma che addirittura era esistente già due secoli fa in Chiasso Barletti.
Pietro Paladini lo storico proprietario a 87 anni è ormai in pensione da alcuni mesi. Ma in questo luogo a cui ha passato l’intero testimone al figlio Stefano tutto parla di lui. Un luogo vissuto sin dai tempi di quella che un tempo era considerata la maggiore età. Una vita intera passata nella propria officina sotto quella che è ancora la sua abitazione e dove per lui ancora oggi è impossibile non ritornare.
Pietro Paladini racconta l’emozionante avventura dell’Officina Paladini spiegando che «tutto ebbe inizio nel 1870 con mio nonno e poi con mio padre in Chiasso Barletti. L’attività di fabbro è sempre stata presente nel dna della nostra famiglia. Io che sono il quarto di cinque fratelli, nati fra il 1916 e il 1933, sono venuto alla luce nel 1930 e ho iniziato a lavorare qui a ventuno anni con mio fratello Romeo. Giuseppe, Renzo e Paolo, gli altri miei fratelli, avevano invece un’officina dietro Palazzo Pfanner. Io e Romeo, scomparso nel 2007, abbiamo lavorato ininterrottamente insieme fino al 1987 quando lui fu colpito da un grave malore - sottolinea -. L’iniziale del suo nome, che insieme a quella del mio era stampata nell’insegna storica si può ancora leggere sulla targa, posta all’esterno del negozio».
Quel fondo in via Busdraghi ha in realtà una storia ancora più antica di quella della famiglia Paladini. Continua infatti il signor Pietro che «questo luogo esiste con i suoi locali sicuramente da alcuni secoli. Da quando senz’altro ancora via Busdraghi si chiamava corte Ranieri e poi successivamente corte Lippi. Lo testimoniano - mette in luce il fabbro - concimaie e attrezzi per cavalli che sono ancora presenti. Mio figlio Stefano a cui ho lasciato interamente l’attività - prosegue il racconto - lavorava già con me a partire dal 1988. Nei tempi d’oro ho avuto ben quattro o cinque apprendisti e questo lo si può anche notare dai banconi che ancora abbiamo. E ho potuto contare dal 1973 sulla valida e ottima collaborazione di Giotto, il cui nome dice già tutto sulla qualità ed utilità della sua opera. E che ancora oggi lavora a chiamata con mio figlio Stefano».«Negli ultimi anni sono riuscito a portare avanti la mia attività senza particolari problemi nonostante l’età - aggiunge Pietro Paladini -. Mi sono dovuto iniziare ad arrendere a 2016 inoltrato quando sono sopraggiunti problemi seri di salute che mi hanno portato a rallentare il mio lavoro accelerando il passaggio di consegne completatosi a fine 2017 a mio figlio Stefano».
Stefano Paladini sottolinea invece le attività portate avanti dall’officina. «Ripariamo - spiega - anche sul posto serrature, infissi, graticole o porte. Stiamo restaurando per esempio oggi un porta monitor della Domus Romana - sottolinea il fabbro -. Ricordo con mio padre ancora i lavori che la nostra officina ha realizzato per la Cassa di Risparmio, la Casa del Boia, l’ex Canile, il chiostro di San Francesco e fra Lucca e La Spezia. Io abito a Viareggio e realizzo molti lavori anche fuori città ma posso testimoniare che la nostra attività è ancora preziosa e per certi versi insostituibile per la città. Senza il nostro intervento sarebbe molto difficile realizzare tanti piccoli insostituibili lavori, dalle normali serrature alle cassette di sicurezza delle banche a tante riparazioni. Nel tempo valuterò come portare avanti al meglio l’attività».
Il padre Pietro conclude rivelando il "segreto" del suo mestiere. «Per ognuno di noi - dice - è stato fondamentale apprendere con impegno e tenacia il mestiere in bottega da chi ci ha preceduto. È stato questo il vero trampolino di lancio che ci ha portato poi al meglio a realizzare tutti i lavori che poi ci sono stati affidati ed abbiamo eseguito».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

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