Sicurezza
Amanti: in questi anni ho sofferto molto
LUCCA. «Questa sentenza certifica che io ero lì nel ruolo di consigliere comunale e non di manifestante, proprio per tutelare i ragazzi». Così commenta l’ex consigliere comunale Francesco Amanti la...
LUCCA. «Questa sentenza certifica che io ero lì nel ruolo di consigliere comunale e non di manifestante, proprio per tutelare i ragazzi». Così commenta l’ex consigliere comunale Francesco Amanti la sentenza che l’ha mandato assolto per i disordini scoppiati nel corso della visita dell’ex ministro Ornaghi. «Per tutto questo tempo ho sofferto molto - dice Amanti - perché comunque anche su Internet è rimasta traccia della mia condanna. Google mi ha marchiato. Anche se sono innocente, su Internet rimane traccia di ciò che ora il giudice che ha ritenuto non fosse reato».
Con l’assoluzione per “non aver commesso il fatto” l’ex consigliere comunale vuole subito chiarire un procedimento chiuso forse troppo presto con l’Aia, l’associazione italiana arbitri. Amanti, infatti, dopo aver ricevuto il decreto penale di condanna («anzi, dopo che il responsabile della sezione arbitrale aveva letto il giornale») è stato sospeso a tempo indeterminato dall’associazione. Così - da direttore di gara della provincia di Lucca - non ha più potuto arbitrare. «Mi convocarono alla Procura arbitrale di Firenze con due giorni di preavviso ma io ero all’estero. Al mio ritorno dissero che non potevo più arbitrare. Mi sarebbe piaciuto fare qualche partita, ma era tutto bloccato dalla burocrazia. Questa sospensione a tempo indeterminato mi ha costretto a dimettermi dall’Aia».
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