Il Tirreno

Lucca

Villa S. Maria, è ufficiale licenziati 51 lavoratori

Villa S. Maria, è ufficiale licenziati 51 lavoratori

Ieri l’incontro tra i vertici della cooperativa e le organizzazioni sindacali Siglato l’accordo: diritto di prelazione in caso Kcs assuma personale  

2 MINUTI DI LETTURA





LUCCA. Residenza sanitaria di Villa Santa Maria, è definitivo il licenziamento dei 51 lavoratori. Ieri si è tenuto l’incontro tra i vertici della cooperativa Kcs cargiver e le organizzazioni sindacali. Al tavolo erano presenti Davide Polato e Gabriele Zenga per la coop che gestisce la rsa; Michele Massari per la Gcil Fp; Giovanni Bernicchi per la Fisascat Cisl; Pietro Casciani per la Uil Fpl e le rispettive rsa. I sindacati avevano chiesto un incontro all’azienda dopo l’avvio della procedura di mobilità dei 51 collaboratori operanti presso la struttura di Santa Maria, la cui gestione andrà a gara ma che intanto dovrà rimanere chiusa per circa 1 anno per lavori di ristrutturazione. I circa 28 ospiti della rsa saranno ricollocati in altre strutture, mentre ieri si è concluso il capitolo che riguarda i lavoratori: licenziati, ma con possibilità di essere ripescati da Kcs in un prossimo futuro. «Ai lavoratori soggetti alla procedura di mobilità – si legge nel testo dell’accordo siglato ieri – verrà garantito il diritto di prelazione per le medesime mansioni per le nuove assunzioni effettuate direttamente da Kcs a tempo determinato e indeterminato per un periodo di 9 mesi dalla data del licenziamento nell’ambito della provincia di Lucca. Tale diritto verrà meno in caso di mancata risposta o non accettazione della proposta lavorativa entro il giorno successivo alla formale ricezione della proposta: tale diritto verrà meno anche di adesione alla proposta e alla mancata presa in servizio entro tre giorni dalla suddetta comunicazione. Le chiamate avverranno in base alla graduatoria appositamente predisposta che tiene conto dell’anzianità aziendale oltre che dei carichi familiari».

Un duro colpo, seppure annunciato, per i cinquanta lavoratori della struttura. Si tratta in gran parte di donne con stipendi che, quando raggiungono l’orario completo delle 38 ore settimanali, possono contare su un salario massimo tra mille e 1.150 euro. Potranno contare sulla Naspi, l’indennità di disoccupazione per un periodo limite di due anni: indennità mensili fra settecento e ottocento euro per i primi tre mesi, che poi diminuiranno progressivamente del tre per cento fino ad arrivare a zero nel corso dei due anni. Situazioni pesanti per queste lavoratrici, di età media fra quaranta e cinquant’anni: donne con famiglia, per la quale spesso sono l’unico sostentamento.

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa