Il Tirreno

Lucca

Ecco le pensiline senza barriere

di Rossella Lucchesi
Ecco le pensiline senza barriere

Sono alle fermate dei bus nei viali Carducci, Margherita, Cadorna e Castracani

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LUCCA . Abbattere il maggior numero possibile di barriere architettoniche per rendere più praticabile la città. Su questo principio si basa la decisione dell’amministrazione comunale di Lucca di modificare le piccole rampe adiacenti le fermate delle navette che svolgono servizio di trasporto pubblico locale, rendendole accessibili ai portatori di handicap e a chi ha difficoltà deambulatorie. Un’operazione concordata con la Provincia, Ctt Nord e alcune associazioni che ogni giorno combattono per far sì che i soggetti con disabilità, soprattutto motoria e visiva, possano vivere con maggiore autonomia e muoversi liberamente laddove finora hanno invece incontrato ostacoli.

Ieri, insieme agli amministratori e ad alcuni esponenti delle associazioni, abbiamo fatto un sopralluogo sul viale Castracani per verificare la bontà dell’iniziativa «che – spiega l’assessore Gabriele Bove – rientra in un disegno ampio che prevede l’estensione del progetto ad altre fermate delle navette e in particolare nei tratti percorsi da e per l’ospedale San Luca». Al momento sono infatti soltanto sette le postazioni oggetto dell’iniziativa. Il resto sarà preso in considerazione più avanti. Si spera in tempi brevi. Si tratta intanto delle fermate poste in viale Carducci (lato nord e sud), viale Margherita (lato nord), viale Giusti (lato sud), viale Cadorna (lato nord) e, appunto ambedue i lati di viale Castracani. La scelta per ovvi motivi logistici, visto che si trovano lungo il tragitto che collega il centro di Lucca, il nuovo ospedale e Capannori, passando per la zona della stazione. Lavori realizzati grazie a uno stanziamento di 145mila euro, 95mila dei quali erogati dal Comune, mentre i restanti 50mila messi a disposizione dalla Regione Toscana. Nel dettaglio, sono stati riqualificati i marciapiedi adiacenti le pensiline con l’adeguamento delle rampette che, sul fronte strada sono state sistemate in modo da consentire spazio sufficiente ai mezzi pubblici per calare la pedana mobile e permettere le manovre di salita. Dalla parte interna sono state invece abbassate al livello strada, facilitando l’accesso alla pista ciclabile anche a chi è in carrozzella. «Un altro passo per venire incontro alle esigenze dei cittadini – aggiunge Bove – soprattutto a quelli più sfortunati che necessitano di vivere in un ambiente che consenta loro la massima libertà e indipendenza negli spostamenti. Cosa che, nei limiti delle possibilità, intendiamo attuare anche negli edifici e nei luoghi che ancora ne sono sprovvisti». Anche in questo il Comune sarà affiancato dalle associazioni Anmil e Anmic e dall’Unione italiana ciechi, ieri rispettivamente rappresentate da Paolo Bonassin, Salvatore Piliero e Massimo Diodati, i quali hanno espresso soddisfazione per il progetto perché «noi disabili vogliamo essere una risorsa e non un peso per la società, e una città priva di barriere architettoniche è la dimostrazione di una forte sensibilità e di un grande senso di civiltà». Le fermate si aggiungono alle tre realizzate due anni fa in viale Pacini e viale Giusti ad opera della fondazione Cassa di Risparmio.

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