Proteste
A maggio gli interrogatori dei bulli. E il prof torna in aula
Gli inquirenti preferiscono far scemare il clamore mediatico prima di ascoltare i sei indagati. Il docente aggredito dagli studenti si appresta a rientrare in classe nel corso di questa settimana
LUCCA. Bulli a scuola, slittano ai primi di maggio gli interrogatori degli studenti indagati. La procura dei minori di Firenze ha deciso di aspettare qualche giorno e di far sbollire il calore mediatico che si è creato intorno alla vicenda dell’Itc Carrara prima di convocare i sei minori in questura a Lucca. I giovani saranno ascoltati dagli investigatori della squadra mobile e dagli agenti della polizia postale solo la prossima settimana.
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Nel frattempo all’Itc Carrara la situazione sembra tornata alla normalità. Il professore “bullizzato” nel corso di questa settimana tornerà in aula, mentre il comitato studentesco sta ancora valutando l’ipotesi di fare un’iniziativa per smarcarsi dall’immagine negativa che i famigerati video hanno gettato sulla loro scuola. Al momento l’ipotesi di organizzare una manifestazione appare complicata, dato che la fine dell’anno scolastico incombe e gli impegni di studio portano via tempo. Di certo, come hanno già ribadito il dirigente Cesare Lazzari e la rappresentante di istituto, la condotta dei sei minori non è rappresentativa dei circa 600 iscritti del Carrara, che è scuola di chiara fama e che da quanto accaduto ha subito un danno d’immagine.
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Intanto ieri mattina, alla questura di Lucca si è tenuto un incontro tra il questore di Vito Montaruli, il provveditore agli studi Donatella Buonriposi, il comandante provinciale dei carabinieri Giuseppe Arcidiacono e i dirigenti scolastici degli istituti di istruzione secondaria superiore della provincia sul tema del bullismo. Dalla riunione è emerso che la problematica è molto avvertita in tutti gli ambienti scolastici e gli stessi dirigenti hanno richiesto la collaborazione delle forze dell’ordine per attuare da subito interventi preventivi, tra cui l’intensificazione di tutte quelle iniziative, già in corso da tempo, di educazione alla legalità e di illustrazione delle tematiche del bullismo e della violenza di genere.
Ciò avverrà con il concreto apporto degli operatori di polizia, la cui presenza potrà comunque essere richiesta anche all’interno degli Istituti scolastici dai rispettivi dirigenti anche durante lo svolgimento delle normali attività.
Si tratta del primo di una serie di incontri che coinvolgeranno anche le scuole secondarie di primo grado e le scuole primarie, per fare in modo che anche i ragazzi più piccoli siano consapevoli del disvalore e delle conseguenze negative delle prevaricazioni nei confronti di coetanei e docenti.
I rappresentanti della polizia e dei carabinieri hanno evidenziato la necessità di segnalare per tempo le situazioni a rischio e di denunciare i fatti di reato eventualmente verificatisi all’interno delle scuole. Sono stati individuati referenti delle forze dell’ordine ai quali i direttori scolastici potranno far capo allorquando ritenuto necessario. Il provveditore ha sottolineato che saranno messe in atto misure preventive con linee guida univoche da applicare per tutti gli istituti della provincia; all’inizio di ogni anno scolastico i regolamenti scolastici, già in vigore, saranno divulgati a tutti, anche con appositi corsi di formazione rivolta anche ai genitori.
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