Sicurezza
«Empatia nel rapporto con i ragazzi»
Vizzini: «È necessario e positivo collaborare con le famiglie»
LUCCA. «Quanto accaduto all’Itc Carrara – alunni che bullizzano un professore di italiano, mentre altri filmano l'accaduto e ridono – ha suscitato reazioni di sdegno in tutto il Paese. Da insegnante di una scuola lucchese, ho sentito la necessità di intervenire subito in Parlamento presentando un'interrogazione al ministro dell'Istruzione per chiederle di far luce sui fatti. La scuola in questione ha disposto la bocciatura di tre degli alunni coinvolti e la sospensione di altri tre. La Procura dei Minori ha aperto un'inchiesta e ordinato la perquisizione delle abitazioni dei ragazzi. Oltre alle misure per punire questi studenti, si impone una riflessione più ampia sull'educazione delle giovani generazioni, perché l'episodio avvenuto non è un caso isolato». Così Gloria Vizzini, parlamentare lucchese di M5S e insegnante.
«La scuola educa - continua - al rispetto per gli altri, adulti e coetanei. Non si può mai derogare alle regole del vivere civile: lo studente deve avere chiaro ciò che può e non può fare, il limite che non deve mai superare, pena la mancanza di rispetto oltre cui c'è la perdita di ogni valore. La scuola, però, non può assolvere da sola al dovere educativo, ma necessita dell'aiuto della famiglia: scuola e famiglia, insieme, devono cercare soluzioni per il benessere del ragazzo. Mai la famiglia deve sostituirsi alla scuola né la scuola può sostituire la famiglia, ma deve esserci sinergia tra le due parti».
«Da educatori - prosegue l’analisi - non dimentichiamo di coltivare il rapporto con gli studenti, di cercare quel punto d'incontro che permetta loro di vedere in noi delle guide. Non si può prescindere dall'empatia: bisogna conoscere la situazione di ogni ragazzo e poi trovare il modo di canalizzare le sue energie verso comportamenti positivi. Nel bullismo è sempre presente la spettacolarizzazione del fatto: proprio tramite i video è venuta fuori la vicenda di Lucca. Il bullo ha bisogno di spettatori per affermare la sua immagine di forza. Bisogna togliere gli spettatori (e gli aiutanti) al bullo. Come? Puntando sugli elementi positivi presenti ma, purtroppo, passivi. Guardando il video, si nota che alcuni compagni ridono, ma si sente anche una voce che cerca di contenere il comportamento del compagno verso il docente Dobbiamo rafforzare quella voce: se diventerà più forte e se ne aggiungeranno altre di coloro che assistono a un episodio di bullismo (o di violenza), si otterrà il risultato che gli elementi positivi del gruppo, togliendo l'approvazione al bullo, lo indeboliranno e lo metteranno di fronte al suo vero problema, che porta a comportamenti dannosi per tutti, anche per lui».
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