Il Tirreno

Lucca

Al vaglio i telefoni degli studenti indagati

di Federica Scintu
Al vaglio i telefoni degli studenti indagati

Sequestrati dalla polizia con gli indumenti e il casco indossati durante i video. Il preside: «Danno d’immagine enorme»

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LUCCA. Perquisite le abitazioni. Sequestrati cellulari, vestiti e un casco. Venerdì mattina gli investigatori della polizia hanno bussato alla porta dei sei studenti del Carrara colpevoli di aver “bullizzato” un professore durante l’ora di italiano. La scena ripresa con i telefonini è finita sui social e in breve è diventata un caso mediatico nazionale. Ora proprio quei telefonini che hanno fatto da cassa sono tra gli oggetti sequestrati dai poliziotti che, su delega del dottor Antonio Sangermano, capo della procura dei minori di Firenze, hanno perquisito le case dei sei indagati. Oltre ai quattro minori ripresi nei video, infatti, sono iscritti nel registro delle notizie di reato anche i due studenti autori dei filmati che hanno fatto il giro del web.

Tutti e sei rispondono di concorso nei reati di violenza privata e minacce, in quanto ritenuti responsabili di un’azione complessivamente volta e preordinata a umiliare e dileggiare il professore, anche attraverso la videoripresa e la successiva diffusione dei filmati mediante WhatsApp. Gli indagati dovranno rispondere anche del tentato di furto del tablet contenente i dati scolastici, che uno di loro ha provato a sottrarre al docente che si rifiutava di dargli un voto superiore al suo rendimento.

Il personale della squadra mobile e della polizia postale di Lucca, in seguito alla perquisizione, ha sequestrato anche gli indumenti indossati dagli indagati nei video. Sequestrato anche il casco integrale da moto, di colore giallo fluo, utilizzato da uno degli studenti per colpire ripetutamente il professore, al fine di rafforzare lo scherno nei suoi confronti. I contenuti dei telefonini sono al vaglio degli investigatori e chissà che non possano spuntare altri filmati legati all’indagine. Nei prossimi giorni i sei ragazzi saranno interrogati. Non è escluso che la lista degli indagati possa allungarsi: gli inquirenti stanno cercando di capire chi sia stato il primo a pubblicare i video sui social.

Intanto ieri il consiglio d’istituto ha leggermente rivisto le proposte di provvedimenti disciplinari con cui si era concluso il consiglio di classe: bocciatura automatica per tre dei sei studenti e sospensione per gli altri, che però non saranno esclusi dagli scrutini. Nel corso della conferenza stampa conclusiva il dirigente Cesare Lazzari ha tenuto a difendere la sua scuola, che ora rischia di essere “bollata” per via di questo episodio. «Non è nostra intenzione rivalerci economicamente sulle famiglie dei ragazzi, già molto provate dalla vicenda – ha spiegato il preside – Però questi genitori ci devono aiutare in ogni modo possibile, perché la scuola ha avuto un danno d’immagine enorme. E il prezzo abbiamo già cominciato a pagarlo. Un’azienda che solitamente prende i nostri ragazzi nei progetti di alternanza scuola-lavoro, dopo quanto accaduto ci ha già fatto sapere che non vuole più i nostri studenti. Quelle immagini, dunque, sono un danno per la scuola e di conseguenza per tutti gli iscritti. Per questo esigo che si chiarisca che gli alunni del Carrara non sono quelli del video. Non confondeteci».

Riguardo a eventuali provvedimenti nei confronti del professore di italiano, il preside ribadisce di avere 30 giorni di tempo per esaminare la questione e valutare il da farsi. Alla domanda su eventuali e pregressi contenziosi tra il docente la scuola, Lazzari afferma di non poter rispondere.

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