Il Tirreno

Lucca

Rabbia di Confcommercio contro Raspini e Mercanti

Rabbia di Confcommercio contro Raspini e Mercanti

Durissimo attacco di palazzo Sani all’amministrazione: nel mirino finiscono i rincari della Cosap e della tariffa dei rifiuti e i «controlli vessatori»

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LUCCA. Un attacco duro, dai toni perentori. È quello portato da Confcommercio nei confronti dell’amministrazione comunale e, in particolare, di due assossori: quello alle attività produttive, Valentina Mercanti e quello ad ambiente e sicurezza Francesco Raspini.

«In tutti questi anni l’operato di Confcommercio è stato sempre contraddistinto da una costante ricerca del dialogo, del confronto e della concertazione con l’amministrazione comunale di Lucca, a prescindere dal colore politico di appartenenza del momento. Una linea, quella di Confcommercio, nata dalla profonda convinzione che al primo posto vadano sempre messi gli interessi dei propri associati e che essi siano più importanti di tutto il resto. Questa ha permesso a Confcommercio di vedersi riconoscere nel tempo un ruolo di interlocutore istituzionale credibile e autorevole, capace di andare al di là dell’onda politica del momento. Oggi, purtroppo, l’associazione si trova costretta con enorme rammarico a rimarcare il fatto che con alcuni assessori dell’attuale giunta comunale questa strada non sia più percorribile. E non per scelta di Confcommercio».

L’associazione lamenta di essersi trovato «a registrare, prima con stupore e poi con rabbia, una serie di incomprensibili atteggiamenti da parte degli assessori Francesco Raspini e Valentina Mercanti, che hanno penalizzato e stanno penalizzando fortemente il mondo del commercio. Gli esempi da fare sono molteplici: la tariffa dei rifiuti al massimo, gli aumenti indiscriminati della Cosap per i pubblici esercizi del centro storico, i controlli vessatori nei confronti delle attività – sollecitati da un consigliere comunale di opposizione che all’interno del mondo del commercio non rappresenta nessuno, a differenza della nostra associazione che è invece un punto di riferimento con oltre 500 imprese associate solamente all’interno del centro storico - i continui rimpalli di responsabilità per rinviare i tempi di attuazione della moratoria per i ristoranti e i negozi di vicinato, prima promessa per la fine del 2017 e della quale – al di là di qualche generica e non meglio precisata affermazione peraltro sollecitata dal mondo Confcommercio – non si sa più niente di certo. L’associazione non solo stigmatizza con forza la politica portata avanti da questi due assessori, che non aiutano quello che era e resta il settore del vero traino economico della città in grado di garantire occupazione e stipendi a migliaia di famiglie, ma contesta soprattutto i metodi operativi scelti che spesso hanno visto – la Cosap un esempio su tutti – Confcommercio messa di fronte al fatto compiuto, senza alcuna possibilità di concertazione».



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