Il dolore
Fedeli: sanzione per tutti i coinvolti
Dura condanna della ministra dell’Istruzione. Rocca (Cgil): «Facciamo emergere ogni atto compiuto contro i docenti»
LUCCA. «Quanto è accaduto a Lucca non deve essere sottovalutato, tantomeno dal professore che ha subito la minaccia e l'umiliazione. Doveva subito chiedere al preside di convocare il consiglio docenti e richiedere la sospensione del ragazzo».
Lo ha dichiarato la ministra dell'Istruzione, Valeria Fedeli, intervenendo al Tgcom24 sul caso del professore umiliato, minacciato e offeso da uno studente nell'istituto tecnico commerciale Carrara di Lucca.
«Dirò di più - ha aggiunto la ministra -: in questa vicenda non deve essere sanzionato solo il ragazzo che ha agito, ma anche quelli che hanno girato il video e sono rimasti a guardare senza fare niente».
La titolare del Miur aggiunge che «i docenti non devono subire simili episodi di violenza. Vanno sostenuti non solo da colleghi e dal dirigente, ma dall’insieme della società». Secondo Fedeli inoltre «la figura del docente deve essere adeguatamente rispettata e valorizzata. Già nei giorni scorsi, consegnando all’insegnante Franca Di Blasio (sfregiata al volto con un coltello da uno studente in classe: è accaduto in febbraio in una scuola di Caserta, ndr) un’onorificenza come Cavaliere dell’Ordine “al merito della Repubblica Italiana” avevo lanciato un appello alle famiglie e alla società tutta. Un appello al rispetto come valore centrale per la scuola e per l’intero Paese, perché non rispettare chi è incaricato di formare le nuove generazioni, non riconoscere il loro valore, la loro funzione educativa, significa non rispettare le nostre ragazze e i nostri ragazzi. Appello che torno a rivolgere anche e soprattutto ai genitori, perché sappiamo bene che l’autorevolezza dell’insegnante si intreccia in modo stretto, agli occhi degli studenti, con quella dei genitori».
«Massima solidarietà al docente offeso» arriva anche dal sindacato della Cgil Scuola, per voce del segretario generale di Lucca e Massa Carrara, Fabrizio Rocca.
«Sul caso di Lucca - spiega il sindacalista - abbiamo perplessità sulla risposta dell’amministrazione scolastica. Non si è trattato di una semplice ragazzata o di un fenomeno adolescenziale. Il fatto che si è consumato invece è sintomo di un degrado culturale e sociale dovuto ad anni di vessazione del lavoro di insegnanti che non hanno goduto delle attenzioni del governo». Al contrario, aggiunge Rocca, «abbiamo bisogno di mettere l’istruzione al centro del nostro sistema generale. Registriamo inoltre l’assenza della famiglia, un’istituzione sempre più latitante come impianto di regole per i giovani».
«Sempre più - prosegue - si carica la scuola di un compito formativo, mentre invece la scuola è demandata a trasmettere conoscenza. C’è bisogno di valorizzare il ruolo della scuola, di un rispetto collettivo nei suoi confronti. Riteniamo che l’istituzione rappresentata dal dirigente del Carrara debba costituirsi parte civile».
Un «moto generale di condanna, l’invito alla mobilitazione» è il monito del sindacato della Cgil Scuola. E da qui l’invito del segretario generale: «Facciamo emergere - conclude Rocca - tutti gli atti che si consumano a scuola e che vedono gli insegnanti come vittime».
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