Sicurezza
A Barga una lista civica “No al pirogassificatore”
Dopo il voto in Regione quasi unanime di una mozione letta come “possibilista” i contrari all’impianto si organizzano in vista delle amministrative del 2019
BARGA. L’annuncio, deflagrante, è apparso a metà mattinata sui social, e ha colpito tutti: «Da oggi senza indietreggiare di un millimetro riguardo al naturale obiettivo “No al pirorigassificatore”, e visto l’esito della mozione presentata in consiglio regionale e respinta quasi all’unanimità, si attiverà in previsione delle elezioni comunali del 2019 nel Comune di Barga per costituire una lista civica indipendente da qualsiasi partito politico, sia bianco o verde o rosso o lillà o nero o a pois». Un fulmine a cielo non certo sereno, visti i malumori tra gli ambientalisti e i semplici cittadini dopo la posizione adottata dalla Lega Mediavalle e Garfagnana, e la mozione in consiglio regionale proposta dall’esponente Pd Ilaria Giovannetti. Una scelta forte che, a distanza di un anno dalle elezioni per il rinnovo del consiglio comunale e che indicheranno il successore del sindaco Bonini, scuote il torpore e la prudenza dei partiti classici. La lista, ancora in embrione, potrebbe chiamarsi senza mezzi termini “No al pirorigassificatore”, e stando alle prime ammissioni, sarebbe allestita in forma ufficiale da cittadini conosciuti per il loro impegno ambientalista, con l’aiuto dei vari comitati della zona, e comprederebbe anche commercianti ed ex dipendenti Kme. Non sarà una battaglia di poltrone, ma di coerenza, dicono i volontari che stanno lavorando per valutare ogni aspetto della contesa. Come si evince dai commenti sui social, la goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato l’atteggiamento dei rappresentanti locali della Lega e soprattutto la posizione della Regione, vista come pro Kme e in antitesi con il fronte del no.
Mercoledì, infatti, il consiglio regionale aveva approvato a larga maggioranza (astenuti Sì Toscana a sinistra e FdI) una mozione sul piano di rilancio dello stabilimento di Fornaci, che comprende il progetto di autoproduzione di energia elettrica (il pirogassificatore appunto). Una che mozione impegna la giunta regionale ad attivarsi «una volta presentato il piano di rilancio annunciato dalla Kme Spa», per avviare «le necessarie verifiche ambientali e sanitarie, ai fini di una corretta valutazione circa l’inserimento di nuovi impianti di produzione elettrica sul territorio». Valutazione che dovrà tenere conto «della loro compatibilità, della conformazione geografica del territorio, della tutela della qualità dell’aria e della salute della popolazione, elemento principale di valutazione primario a qualsiasi scelta, che deve comunque essere tesa a garantire un miglioramento complessivo della qualità ambientale del territorio».
«Con questa mozione – aveva commentato il consigliere Pd Stefano Baccelli – poniamo paletti, ma non mettiamo le mani avanti preventivamente. A oggi non c’è un progetto, né un piano di rilancio, ma diciamo qui che il risultato deve essere un miglioramento complessivo della qualità ambientale del territorio, con una tutela rigorosa della salute dei cittadini». L’accusa, ribadita anche da Tommaso Fattori di Sì, è però quella di aver «voluto esplicitamente inserire l’ipotesi del pirogassificatore».
E così, il quadro preelettorale barghigiano si fa variopinto. Mentre Pd e centrosinistra non hanno ancora deciso chi candidare (anche se ci sono quattro nomi in rosa da sfogliare), il Partito del Popolo di Mario Puglia dovrebbe scendere in campo in contrapposizione al centrodestra “classico”, che al momento è in stand by per usare un eufemismo. Stando alle voci la Lega si presenterà da sola. E ora ecco la lista per il no all’impianto.
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