Il Tirreno

Lucca

Incredulità e rabbia tra gli studenti dell’Itc

di Marco Tirinnanzi
Incredulità e rabbia tra gli studenti dell’Itc

In tanti confermano: classe difficile, già altri episodi

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LUCCA. Una classe turbolenta. Senza problemi d'integrazione, visto che, scorrendo l'elenco, saltano agli occhi tanti cognomi lucchesi e un solo studente extraeuropeo. Ma con alcuni elementi in grado di destabilizzare le lezioni e arrogarsi il diritto, inesistente, di compiere un gesto che definire ignobile è alquanto riduttivo. Tra loro (una decina, quasi tutti maschi tra i 13 e i 14 anni), anche colui che, ripreso dai cellulari dei suoi compagni, si è divertito a bullizzare e schernire più volte («s'inginocchi», «lei non ha capito niente« e il minaccioso «chi è che comanda?», sono alcune frasi sconcertanti pronunciate nel video) il professore di italiano e storia, intimandogli persino di mettergli un sei sul registro elettronico. Questa è la descrizione della classe che viene fatta all'indomani della bomba mediatica esplosa anche a livello nazionale. A parlare sono gli stessi ragazzi, fuori dall'istituto. Dove serpeggia malumore e forte delusione ma, aspetto più inquietante, si scopre che episodi come quello balzato ai (dis)onori delle cronache non siano affatto isolati.

«Spesso sentivamo confusione dall'aula accanto - ci confida un gruppo di studentesse, davanti ai cancelli - e il preside in più di una circostanza era stato chiamato, ma non era riuscito a cogliere nessuno sul fatto. Per questo le punizioni erano lievi. Giusto un mese fa un ragazzo, redarguito da una professoressa perché ritenuto poco attento, ha scaraventato un banco contro il muro. Così come verso dicembre, sempre da quella classe, un alunno ha lanciato un casco contro un insegnante. Se siano lo stesso studente e il professore protagonisti del video? Non lo sappiamo con certezza, ma il dubbio rimane, specie dopo aver visto il filmato».

Qualcuno poi conosce l'autore materiale dell'aggressione verbale, ieri non presente a scuola, ritenendolo un mero capro espiatorio. «Oggi non lo abbiamo visto. È una testa calda, come ce ne sono parecchi in quella sezione - commentano alcuni, in attesa del pullman sotto la pensilina -. Ha avuto la sfortuna di essere ripreso col cellulare e che il suo video sia stato scaraventato su internet. Perchè quel professore non sta tanto bene, e spesso è stato vittima di episodi del genere, da parte di diversi studenti. Lo dileggiavano in tanti, ma nella bufera è finito soltanto uno».

Tutti però sono concordi sul condannare quanto accaduto tra le mura dell'istituto tecnico e rimbalzato sui social. «Per un fatto isolato ci va di mezzo la credibilità di tutta la scuola - ci spiegano Luca e Simone al terzo anno -. Va perduto quanto di buono fatto negli ultimi tempi: le iniziative con la Camera di Commercio, per esempio, o i tanti questionari contro il bullismo. È un gesto portato avanti da un irrispettoso e da un ignorante. Qui ci insegnano il rispetto. Ci spiegano cosa sono le regole, attraverso il diritto. E l'ignoranza è un seme da estirpare. Ed è chiaro che più di una responsabilità sia da imputare ai genitori. Ed in quella classe più di uno si porta dietro tutta una serie di problemi familiari».

A casa poi, resta lo sbigottimento per un fatto inqualifabile. Nonostante il ventilato pentimento del ragazzo.

«I miei sono allibiti - riferisce Laura, ancora sconcertata -. Non volevano credere a quello che hanno letto sui giornali. La sera poi, quando le immagini della scuola sono finite sui telegiornali non credevano ai loro occhi. Qualcuno dice che abbia già chiesto scusa al professore. Ma le scuse, a questo punto non sono sufficienti. Spero che venga punito. È un bambino però. Mi auguro per lui che possa crescere».

Domani intanto si riunirà il consiglio di classe per decidere i provvedimenti disciplinari da adottare a carico dello studente.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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