Il Tirreno

Lucca

In via Salicchi pedoni a rischio

di Flavia Barsotti
In via Salicchi pedoni a rischio

Fino a via Galilei il marciapiede c’è solo a tratti  I residenti si lamentano. La prova col passeggino

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LUCCA. Spingere a piedi il passeggino di un bambino da via Salicchi in direzione Borgo Giannotti, mette a repentaglio l’incolumità del piccolo e di chi lo accompagna. Lo stesso capita se, a dover passare, è qualcuno in carrozzina e la questione non migliora nemmeno se, a percorrere quel pezzo, è un ciclista o un pedone. A denunciare la pericolosità del tratto che arriva fino all’incrocio con via Galileo Galilei, durante la nostra iniziativa Caffè Tirreno che ieri ha fatto tappa al bar La Fenice sulla via per Camaiore, è Silvano Papini, un nonno che trascorre molto tempo insieme al suo nipotino. Abitando in via Salicchi, spesso ama passeggiare fino a casa del suo amico Roberto Baroni (entrambi del comitato Sto sul Serchio) oppure dirigersi verso il centro o verso Monte San Quirico. Un viaggio apparentemente breve, se non fosse per gli ostacoli che incontra lungo il suo percorso. Il nostro tour, con passeggino al seguito, inizia dall’ex edificio dell’Inps, in un punto dove è presente il marciapiede. Pochi metri, perché, al civico 82, si interrompe, dovendo fare i conti con alcuni gradini. Qualche passo dopo, Silvano Papini risale, ma dopo circa 30 metri il problema si ripropone. «Non ho nemmeno alternative dall’altra parte della strada – spiega – perché non c’è un marciapiede che mi consenta di camminare in sicurezza».

All’incrocio con via Matteo Civitali, è poi costretto a scendere nuovamente sulla carreggiata e attraversare lungo lo stop «rimettendomi – dice – al buon cuore degli automobilisti. Arrivati alla curva però?». Il marciapiede infatti non c’è e, come sottolinea Roberto Baroni “le auto o i tir spesso rasentano il muro delle abitazioni e transitano come se fosse una strada a doppia corsia”. Il pericolo cresce poi in prossimità del civico 16 dove tre scalini alti, impediscono al passeggino di andare oltre. «Devo obbligatoriamente avvicinarmi al centro della strada per raggiungere le strisce pedonali», spiega Papini. È lì che, nel tentativo di attraversare, Roberto Baroni viene quasi schiacciato da una vettura che non gli dà la precedenza. Intanto, anche Papini si porta avanti, ma trovandosi di fronte uno scalino anche dalla parte opposta della strada è costretto a rallentare per far salire il passeggino sul marciapiede, trovandosi in balia delle auto che svoltano. Un problema che, secondo Baroni, verrebbe ridotto «facendo proseguire la pista ciclabile nella parte di via Matteo Civitali verso via Salicchi che restringerebbe la carreggiata e consentirebbe al pedone di passare in sicurezza».

In quel tratto, infatti, di incidenti ne capitano parecchi e, a dimostrarlo, sono gli evidenti segni sulla strada e sui muri. «Via Salicchi dovrebbe essere chiusa ai mezzi pesanti – dichiara anche Daniela Bartolini – e al saliscendi dovrebbe essere finalmente realizzata la rotatoria». Inoltre, a suo avviso, la pista ciclabile Puccini dovrebbe essere collegata al mercato ambulante in prossimità del sottopasso «per consentire – afferma – dal Foro Boario di arrivare a piedi o in bici a fare spese». Secondo lei, però, il mercato dovrebbe essere collocato anche in Borgo Giannotti, così da lasciare libero piazzale Don Franco Baroni.

In generale, secondo gli abitanti del quartiere, una maggior presenza di vigili potrebbe fungere da deterrente per l’alta velocità e i comportamenti scorretti. «Servono dei rallentatori in prossimità delle strisce pedonali davanti al foro Boario – sostiene infatti Fabio Antonetti, titolare del bar La Fenice – alcuni clienti sono rimasti coinvolti in incidenti a causa della folle andatura di alcuni veicoli».

Un problema, quello del traffico e della viabilità che, anche secondo lui potrebbe trarre giovamento dalla rotatoria al Montescendi. «Ma dall’amministrazione abbiamo avuto solo risposte fumose. Dicono che la rotatoria andrebbe a incidere sul ciglio del parco fluviale e, il fatto che la competenza del parco sia della Regione, complica le cose. Se si teme che il fiume possa esondare, che senso ha avuto costruirci un parcheggio?». Anche percorrere il ponte di Monte San Quirico a piedi non fa sentire gli abitanti sicuri. «Il marciapiede è troppo stretto e i rifiuti e le erbacce non consentono un transito agevole», sostengono e, secondo Cesare Sesti, i piloni del ponte dovrebbero essere revisionati. Nemmeno sul versante di Monte San Quirico, la situazione viabilità migliora perché, come spiega Alberto Invitti, «all'incrocio le persone non sanno a chi dare la precedenza e, soprattutto di notte, tengono una velocità troppo elevata». «Anche chi viene dai Tre Cancelli rischia l’incidente – gli fa eco Giancarlo Gallera – E pensare che c’è uno stradello tra argine e fiume parallelo alla provinciale che è impraticabile, ma se fosse rimesso in ordine potrebbe diventare, facilmente, una pista ciclabile e un percorso pedonale». A tenere banco è infine la questione del nuovo ponte a Monte San Quirico sul quale, in coro, gli abitanti e i fruitori della zona si domandano «Ma si farà o non si farà?».

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