Sicurezza
Il mea culpa della politica «È ora di intervenire»
LUCCA. Tanti i commenti e le prese di posizione della politica e della società civile sui fatti dell’Itc Carrara, diventati un vero e proprio caso nazionale. «Come siamo arrivati a questo punto - ci...
LUCCA. Tanti i commenti e le prese di posizione della politica e della società civile sui fatti dell’Itc Carrara, diventati un vero e proprio caso nazionale.
«Come siamo arrivati a questo punto - ci chiede la consigliera comunale del Pd Chiara Martini -? Sempre più spesso sentiamo dire che in classe è sempre più difficile mantenere l’ordine, il rispetto per lo studio e per i docenti. Non vorrei che i nostri figli vedessero sgretolarsi sotto i loro occhi le principali autorità e i principali punti di riferimento: i loro professori, la scuola, il medico generico, l’allenatore, i genitori. “Perché quello lì non capisce nulla!” è una frase che ricorre da un contesto all’altro, senza più complicità e stima. È diventato un problema per i docenti punire l’alunno maleducato perché temono la reazione di noi genitori, è quindi preferibile punire la classe, ingiustamente per i ragazzi educati, che non condividono atteggiamenti di prevaricazione. Quello che è accaduto all’Itc è grave e credo riguardi tutti noi: i dirigenti, i docenti, tutti gli alunni, tutti i genitori, ma anche le istituzioni. È necessaria una reazione forte. Mon si tratta di una “ragazzata”, non minimizziamo. Dobbiamo fare qualcosa, un incontro con i ragazzi che non condividono tali maniere, mettiamoci intorno a un tavolo o in una piazza, istituzioni, scuola, medici, società sportive, mamme, nonne e zie».
«I crescenti episodi di bullismo che imperversano nelle scuole di Lucca, in particolare presso l’Itc Carrara rappresentano purtroppo la punta di un iceberg di un fenomeno sempre più diffuso»: questa la preoccupazione della deputata del MoVimento 5 stelle Gloria Vizzini. «Non si può più stare a guardare - esorta Vizzini -. Le istituzioni devono farsi carico di un profondo problema sociale che riguarda tutti: Stato, istituzioni, settore scolastico, famiglie e ragazzi. Per questo motivo sto predisponendo una interrogazione sull’accaduto e per richiedere interventi a livello nazionale».
Interviene anche Marcella Maniglia, segretaria lucchese della Lega: «Ho notato che nei confronti del bullo di turno si sono giustamente scandalizzati in tanti, ma lui è figlio di quello che noi abbiamo creato. Tutti pronti a giudicare e condannare un ragazzino arrogante e maleducato, tralasciando il fatto che sia il degno erede di una società in cui alcuni uomini si permettono di andare in giro a massacrare donne innocenti e restare impuniti. Siamo pronti a scandalizzarci, a restare per qualche giorno inorriditi, ma talvolta in circostanze meno eclatanti, come ad esempio davanti ad un'offesa gratuita, restiamo impassibili o addirittura sorridiamo».
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