La manifestazione
Ventisei secondi di urla, parolacce e risatine
Un ragazzo che, davanti a un brutto voto, inizia a urlare contro il professore. È alla cattedra, in piedi. Lo minaccia dicendogli: «Prof. non mi faccia incazzare, non mi faccia incazzare». L’insegnant...
Un ragazzo che, davanti a un brutto voto, inizia a urlare contro il professore. È alla cattedra, in piedi. Lo minaccia dicendogli: «Prof. non mi faccia incazzare, non mi faccia incazzare». L’insegnante è seduto, sguardo basso. Lo studente, davanti a una non reazione da parte del docente alza ancora di più la voce: «Non mi faccia incazzare - gli dice tentando addirittura di strappargli dalle mani il registro elettronico - mi metta sei». A quel punto il professore si alza: continua a non rispondere alla provocazione ma il suo sguardo e i suoi gesti dicono tutto. L’ira del giovane, vera, “presunta” o forse enfatizzata non si placa: quando sembra che stia per tornare al suo posto si gira nuovamente verso il docente e gli punta il dito contro: «Chi è comanda?», gli dice con un tono di sfida. Non contento glielo ripete di nuovo con un tono della voce ancora più perentorio: «Chi è che comanda? Si inginocchi».
In sottofondo i suoi compagni di classe ridono: il professore si mostra impotente e continua a non reagire verbalmente. A questo punto chi riprende con il cellulare decide di interrompere la registrazione mettendo fine a un video di 26 secondi dal quale traspare l’immagine di una scuola davvero in difficoltà. Quello accaduto all’Itc Carrara diretto dal professor Cesare Lazzari (in foto) infatti, è solo uno dei tanti episodi “violenti” che in queste ultime settimane sono stati denunciati in diverse scuole italiane. Sempre a Lucca, circa due mesi fa una professoressa del Paladini era stata aggredita da un suo alunno che le aveva addirittura messo le mani al collo. E secondo i sindacati la portata del fenomeno rischia di raggiungere livelli preoccupanti se non si interverrà per tutelare i docenti.
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