Sicurezza
Vandali contro la statua di carta a Santa Croce
Danneggiata l’opera della rassegna Cartasia, il tutto sotto gli occhi della telecamera
LUCCA. Un gesto criminale, anzi, peggio. Un gesto stupido. Doppiamente stupido, perché – come ogni atto di vandalismo – serve solo a distruggere qualcosa, ma anche perché avvenuto sotto gli occhi di una telecamera. È quello che ignoti hanno messo a segno ai danni di “mother”, la scultura in carta che si trova all’ingresso del sotterraneo Santa Croce e realizzata in occasione di Cartasia. Probabilmente con calci e pugni hanno colpito la statua, danneggiandola seriamente in più punti.
Ad accorgersene gli stessi organizzatori della biennale d’arte che, almeno una volta a settimana, verificano le condizioni delle statue presenti nei diversi angoli cittadini. E la sorpresa, la brutta sorpresa, ieri è stata grande. Non ci sono dubbi sull’origine dei danni, stimati in circa 3mila euro. Quel braccio danneggiato, quell’avvallamento nel corpo, quel piede spezzato avevano un’origine chiara, la violenza di qualche idiota. Non era certo una deformazione naturale, magari giustificata dal cartone che costituisce il materiale della statua, perché quel cartone è trattato con agenti che lo difendono dagli agenti atmosferici, a partire dall’umidità (del resto i vicini struzzi che si trovano in un ambiente assai più umido sono perfettamente integri). E poi l’umidità non spezza gli arti. No, siamo semplicemente davanti a uno o più stupidi.
Adesso resta da decidere cosa fare: «Per realizzare quella statua sono occorsi mesi – spiega Emiliano Galigani direttore generale dello staff di Cartasia – analizzeremo i danni, cercando di capire come potranno essere riparati». Ma per un’opera d’arte può addirittura più difficile la riparazione che non la creazione, e il tempo stringe, visto che l’organizzazione è impegnata a pieno ritmo all’allestimento dell’edizione 2018 di Cartasia, la più grande delle manifestazioni mondiali (una quindicina) dedicate – per sintetizzare al massimo – all’arte della carta. Probabile quindi che questa non sarà tra le opere che potranno essere ammirate in quell’occasione. Al momento gli organizzatori escludono di voler ricorrere a denunce, anche se però c’è la volonta di visionare i filmati della telecamera piazzata giusto alle spalle della statua. Telecamera che però non ha spaventato questi teppistelli, e che purtroppo non sembrano spaventare particolarmente nemmeno altri frequentatori della zona. Almeno a giudicare dall’autentica discarica che caratterizza la cannoniera di Santa Croce, o le bottiglie di alcolici vuote abbandonate in una nicchia del sotterraneo sotto la telecamera.
Ma tornando alla statua dannegiata c’è un altro aspetto che lascia l’amaro in bocca, ed è proprio il significato di quel gesto, o, meglio la sua assoluta assenza di un significato. Si può discutere, si può apprezzare o meno. Ma colpirla non ha semplicemente senso, anche perché quel gesto, come evidenzia anche Galigani, è un’offesa alla città e anche alla sua storia, visto il significato intrinseco legato al lavoro e alla tradizione delle cartiere.
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