Il Tirreno

Lucca

Prof minacciato il video choc fa il giro d’Italia

di Federica Scintu
Prof minacciato il video choc fa il giro d’Italia

Lo studente vuole obbligarlo a dargli “il sei”, lui resiste in silenzio  La rabbia del dirigente: «Ora punizioni esemplari»  

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LUCCA. «Rischiano tutti. È stato un gesto molto grave che merita una punizione esemplare». Non nasconde la sua rabbia e sopratutto il suo sconcerto il dirigente dell’Itc “Francesco Carrara” Cesare Lazzari nel ricostruire quanto accaduto in una classe del biennio nella quale uno studente ha tentato di costringere l’insegnante a cambiare il suo voto mettendogli un «bel sei» sottolineando anche che a comandare era lui e che quindi si sarebbe dovuto «inginocchiare» davanti alla classe. Il tutto mentre qualcuno dei compagni riprendeva la scena con il telefonino con l’intento di “farlo girare” tanto che alla fine è arrivato anche sui social network.

«Ho guardato il video e credo che il gesto di obbligare l’insegnante a cambiare il voto fosse funzionale alla registrazione. La loro priorità era quella di girare un video da mostrare - spiega il dirigente - la cosa più grave in tutto questo è che la scena non è stata registrata per “denunciare” quanto stava accadendo, visto che non è stato portato alla nostra attenzione, ma anzi se lo sono scambiato di cellulare in cellulare; questo è stato un atto denigratorio per l’immagine della scuola. Io addirittura sono venuto a sapere dell’esistenza del video da persone esterne. Ora è chiaro che prenderemo provvedimenti sui vari attori protagonisti di questo episodio valutando le diverse responsabilità».

Secondo il dirigente comunque «si tratta di comportamenti censurabili sì ma comunque attinenti alla sfera adolescenziale. Comportamenti che secondo lui non rientrano né nel campo del bullismo né in quello penale. Nonostante ciò andrò dalla polizia postale per chiedere che vengano effettuati degli accertamenti». Venerdì pomeriggio intanto si riunirà il consiglio di classe per esaminare nello specifico una vicenda che mostra una scuola sempre più sotto scacco degli studenti, e non solo nella gestione di smartphone e social network; oltre a questo nei prossimi giorni è in programma anche un incontro con la provveditora, Donatella Buonriposi.

«Questi ragazzi hanno diffuso il video senza pensare alle conseguenze - dichiara Lazzari -. Il problema non è il cellulare come mezzo in se ma è l’uso dei social che enfatizza, che sposta la percezione dei ragazzi dalla realtà vera a quella fittizia. Il social network è un “mondo” in cui si perde la gravità dell’offesa ed è chiaro che in questa classe non hanno capito la gravità dell’atto che hanno commesso. Venerdì cercheremo di capire dall’insegnante e dalle famiglie qual è la loro valutazione su quanto accaduto anche perché sappiamo che questa è una classe problematica. Poi a quel punto decideremo che provvedimenti prendere». Questo gruppo di ragazzi era già stato oggetto di attenzione da parte della scuola tanto che si stava portando avanti un lavoro mirato per individuare «gli studenti considerati più problematici». Addirittura alcuni genitori si erano rivolti all’ufficio scolastico provinciale per segnalare quanto accadeva in quella classe. E il dirigente conferma che «già alcuni ragazzi in passato erano stati sospesi perché troppo indisciplinati».

Un gesto, quello avvenuto al Carrara che, fa sapere sempre Lazzari, ha suscitato una reazione forte anche da parte dei rappresentanti d’istituto i quali hanno condannato quanto accaduto in quell’aula: «Noi non ci stiamo - hanno detto - a essere rappresentati così». Anche perché «è la prima volta che accade un fatto così grave», dice rammaricato Lazzari. «Non è la prima volta che usano il cellulare in classe - conclude - ma è capitato che i ragazzi si rifiutassero di consegnarlo nonostante l’uso improprio venga punito con una sanzione disciplinare».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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