Il Tirreno

Lucca

Adesso la giunta deciderà sulla sorte di Carmignani

di Luca Tronchetti
Adesso la giunta deciderà sulla sorte di Carmignani

Dopo la condanna dell’ex comandante dei vigili urbani e l’interdizione di 28 mesi  l’amministrazione valuterà se sospendere o meno dal servizio il dipendente

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LUCCA. Il giorno dopo la condanna dell’ex comandante della polizia municipale, Stefano Carmignani, accusato di calunnia e induzione indebita a carattere sessuale - il cosiddetto «traffico d’influenze» introdotto dal legislatore nel 2012 attraverso l’articolo 319 quater per separarlo dalla concussione - la palla passa all’amministrazione comunale targata Alessandro Tambellini. La giunta - che da più di un anno e mezzo ha ricevuto dagli inquirenti il dischetto con gli atti d’indagine - adesso dovrà decidere se sospendere o meno dalle funzioni e dallo stipendio il dipendente pubblico. Perché il giudice dell’udienza preliminare Antonia Aracri oltre alla condanna comulativa in abbreviato 2 anni e 4 mesi (il conteggio partiva da 3 anni e 6 mesi con lo sconto di un terzo della pena in considerazione del rito) nella lettura del dispositivo della sentenza ha previsto come pena accessoria l’interdizione del pubblico ufficiale per un periodo di tempo uguale a quello della condanna: ventotto mesi. Un’interdizione scontata e conseguente alla condanna di un reato realizzato mediante abuso di poteri o violazione di doveri inerenti alla pubblica funzione o al pubblico servizio. Logico, si tratta di primo grado di giudizio. E quindi la decisione del giudice non può diventare immediatamente esecutiva perché occorre attendere, in caso di ricorso in Appello (che pare francamente scontato una volta che i legali dell’imputato leggeranno le motivazioni), i tre gradi di giudizio e quindi la sentenza definitiva. Tuttavia la giunta può tranquillamente avviare motu proprio un procedimento amministrativo nei confronti dell’ex comandante oggi impiegato alla Protezione Civile e decidere autonomamente un provvedimento disciplinare adeguato. In base alla riforma del luglio 2017 l’articolo 55 ter sancisce un legame stretto tra procedimento disciplinare e procedimento penale stabilendo la prosecuzione e conclusione del primo anche in caso in cui il comportamento del dipendente integri una fattispecie penale. Resta salva la possibilità di adottare la sospensione o altri provvedimenti nei confronti del dipendente. Ergo, tocca al Comune decidere il futuro di Carmignani. «L'amministrazione - si legge in una nota - si è attivata per richiedere al tribunale la trasmissione del dispositivo della sentenza in modo da poter valutare con tutti gli elementi».

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