Sicurezza
Rubano la birra al chiosco Presi grazie a tre ventenni
Sono stati tre amici, testimoni del furto, ad avvertire la polizia e ad aiutare gli agenti nelle ricerche. «Lo abbiamo fatto per un senso interiore di giustizia»
LUCCA. Alla fine di un sabato notte come tanti - era quasi l’alba - si sono trovati a essere testimoni di un furto. Molti avrebbero pensato bene di svignarsela da una situazione così “scomoda” e anche pericolosa. Loro invece - tre amici tutti ventenni e tutti lucchesi - hanno seguito il primo pensiero che hanno associato a una scena del genere: chiamare le forze dell’ordine. Così hanno composto il 113 e informato il comando di polizia di quanto stava accadendo fuori piazza Santa Maria, nel vano sul retro del chiosco “Specialità da Piero”: c’erano tre giovani che stavano rubando birre dal frigo. Grazie alla loro segnalazione due dei tre ladruncoli - tre giovani lucchesi sui venticinque anni secondo le informazioni della polizia - sono stati acciuffati in via Buiamonti e denunciati per furto aggravato. Uno è fuggito in sella alla sua bicicletta.
Questa la sintesi del fatto, confermato dal dirigente, dottor Fabio Scalisi. La ricostruzione, puntuale momento per momento, la facciamo invece insieme a uno dei tre giovani coraggiosi che hanno segnalato il furto alla polizia e aiutato i poliziotti a bloccare gli autori. Il giovane ha accettato di parlare con Il Tirreno: non specifichiamo il suo nome per motivi di sicurezza.
«Il nostro sabato sera era quasi finito» - comincia il racconto del ragazzo, ventenne come gli altri due amici. Del terzetto, due frequentano l’università, uno il liceo, ma «siamo tutti del ’98 e tutti lucchesi», assicura il giovane.
«Come quasi ogni sabato sera, prima di rincasare andiamo a mangiare un panino in un locale fuori porta Santa Maria. Tra l’altro uno di noi tre sarebbe rimasto da quelle parti e lo volevamo accompagnare. E poi alla panineria dove andiamo di solito c’erano anche altri amici che volevamo salutare». Erano circa le 5 di domenica mattina (15 aprile). I tre amici, spiega sempre il ragazzo, avevano trascorso le ore precedenti nel centro storico, approfittando anche dell’evento eccezionale di Effetto Cinema Notte, il gran finale del Lucca Film Festival. Ma oramai anche le decine di set allestiti tra spazi all’aperto e locali si erano spenti: era ora di rincasare.
«Quando siamo passati davanti al chiosco di Piero - prosegue la ricostruzione - abbiamo notato che nel retro c’era qualcuno che stava rubando qualcosa. Erano tre giovani, con la testa e il volto coperti dal cappuccio della felpa. “Sono tre malviventi, stanno rubando”, ci siamo detti. Per alcuni istanti siamo rimasti a distanza a vedere cosa stessero facendo: si vedeva che stavano estraendo bottiglie di birra dal frigo del chiosco».
I tre amici si sono guardati e non hanno avuto esitazioni. «Abbiamo subito deciso, tutti d’accordo, di chiamare la polizia - continua il testimone - e così abbiamo fatto. Eravamo ancora in piazza Santa Maria quando abbiamo composto il 113 e parlato con gli agenti».
Nel frattempo però i tre ladri di birre, preso tutto quello che volevano, si sono allontanati dal chiosco, uno in bicicletta con il “carico” della refurtiva e due a piedi. «Vedendo che se ne andavano - continua il racconto - li abbiamo seguiti, mantenendo il contatto telefonico con gli agenti. Più o meno all’altezza di porta San Jacopo è arrivata la volante della polizia».
A quel punto i ladri di birre si sono accorti che a seguirli non erano tre ragazzi qualunque: c’era anche la polizia con loro. E così se la sono data a gambe. «I due a piedi sono saliti a corsa sulle Mura - prosegue uno dei tre testimoni -, mentre il terzo ha continuato la sua fuga in bicicletta. Intanto noi abbiamo fornito tutte le indicazioni che avevamo alla polizia, abbiamo descritto quelli che avevamo visto rubare la birra. Mentre i poliziotti i li cercavano, anche noi siamo rimasti. L’inseguimento è durato circa quindici minuti. Abbiamo fatto un giro di mura per cercarli. Alla fine sono stati ndividuati: si erano ritrovati tutti insieme su un baluardo e si erano nascosti in un punto, al buio. Quando i poliziotti sono arrivati e li hanno scoperti, quello con la bicicletta è partito a tutta velocità ed è fuggito».
Gli altri due invece, come ha spiegato la polizia, sono stati presi in via Buiamonti, portati in questura e denunciati per furto aggravato: prima di questo episodio erano incensurati.
I tre amici coraggiosi sono tornati a casa, «ormai era ora di colazione», aggiunge quello che ha raccontato al Tirreno l’esperienza vissuta.
Cosa ha mosso i tre amici per agire così? «Semplicemente un senso morale - è la risposta del giovane che arriva pronta, senza pensarci su -. Rubare è un gesto intollerabile. E poi in quel caso era toccato proprio al chiosco di Piero, un posto tranquillissimo e poi Piero è anche lo zio di un nostro amico. Quando abbiamo assistito alla scena del furto abbiamo sentito dentro una “cosa” di giustizia interiore. Non ci era mai capitato niente di simile. Sì, li abbiamo anche inseguiti, lo abbiamo fatto seguendo il nostro istinto».
Una volta giunti a casa, i tre amici hanno potuto sfamarsi e soprattutto dormire. E la reazione dei genitori? «Ci hanno detto - conclude il giovane autore con i due amici del gesto di coraggio - che abbiamo fatto la cosa giusta, quella che dovevamo fare».
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