Il dolore
“Mviva” alla conquista di Argentina e Brasile
Vanni e Cicchiné, esperti in materie culturali, aprono là due uffici. «L’Italia fa fatica. Noi andiamo altrove»
LUCCA. Valigia, strumenti del mestiere e via. Maurizio Vanni e Michela Cicchiné, rispettivamente presidente e direttrice di Mviva, la società lucchese di management museale e marketing culturale, sono di nuovo in partenza. Destinazioni (per ora) San Paolo (Brasile) e Buenos Aires (Argentina), dove andranno a inaugurare due nuovi uffici di rappresentanza.
«Stiamo portando la nostra esperienza sul campo artistico internazionale - spiega per la coppia di esperti Michela Cicchiné -. Tanti anni di gavetta ci hanno portato a pensare di fare un cambio di marcia. I nostri clienti sono aziende, musei, istituzioni pubbliche, territori: per ciascuno mettiamo a punto un progetto su misura, anche di formazione culturale. Per la gestione museale, parte tutto dall’esperienza del museo Lu.C.C.A.: da quando è nato il museo in poi abbiamo organizzato mostre e conferenze in venticinque paesi: dalla Thailandia alla Corea, alla Russia, alla Turchia». Vanni, insieme al lucchese Angelo Parpinelli, è infatti il fondatore del museo di arte contemporanea in via della Fratta, primo esempio di museo privato a Lucca; la Cicchiné è uno dei maggiori artefici della gestione della struttura museale. Ma al momento la possibilità di svilupparsi, per Mviva, è più orientata verso mercati altri rispetto a quello italiano. «Argentina e Brasile hanno i loro alti e bassi - spiega Cicchiné - ma sono molto aperti verso l’arte. A Buenos Aires ad esempio ci sono quattrocento teatri, librerie aperte fino alle due della notte. C’è una spinta alla cultura democratica e sotto il profilo degli investimenti in cultura, ne riconoscono il valore. Il Brasile ha avuto un periodo di calo, ma adesso si sta riprendendo. La nostra attenzione è verso i mercati in crescita: infatti dopo le due nuove aperture, il prossimo paese in cui abbiamo gettato le basi per un ulteriore ufficio è la Corea, a Seoul che è un punto strategico per l’Oriente: è a un’ora e mezzo da Pechino e vicina al Giappone, una testa di ponte insomma. L’Italia invece fa molta più fatica ad accogliere proposte. Speriamo che qui si riaccenda la miccia: nell’attesa andiamo altrove. Ormai siamo due veri globetrotter».
Nei due paesi latinoamericani, Vanni (origini maremmane) e Cicchinè (nata nelle Marche: ormai entrambi lucchesi a tutti gli effetti) apriranno uffici di rappresentanza e avvieranno contatti con una rete di partner con cui avviare progetti e lavorare. «Faremo incontri anche con aziende sul marketing culturale; a Buenos Aires abbiamo già inaugurato alcune mostre. Nel 2019 poi speriamo di approdare anche negli Stati Uniti», conclude Cicchiné. Ulteriori esperienze che andranno ad arricchire i lunghissimi curricula personali dei due esperti e quello della società. Partendo da un assunto: «cultura è coinvolgimento. I nostri progetti - recita uno dei principi fondanti di Mviva - contribuiscono a migliorare l’immagine, la reputazione e il business dei nostri clienti».
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