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Elettrodotto, i Comuni pronti al ricorso al Tar

Elettrodotto, i Comuni pronti al ricorso al Tar

Assemblea con i rappresentanti di Lucca e Vecchiano Dopo il “no” delle Belle arti la parola va al Governo

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LUCCA. I Comuni di Lucca e di Vecchiano sono pronti a ricorrere al Tar nel caso dovesse arrivare il definitivo via libera all’elettrodotto nell’Oltreserchio. L’annuncio è arrivato durante la riunione di venerdì sera a Nozzano, organizzata da un gruppo di residenti del paese. Proprio Nozzano, insieme a Maggiano, è il più colpito dall’ipotesi che ha avuto un primo via libera dal ministero dell’ambiente: dal castello e dalle zone confinanti sarebbe particolarmente impattante la vista della nuova derivazione di 1,35 km per raggiungere la nuova stazione elettrica (a Filettole) da Maggiano. Quest’ultima, da parte sua, rimarrebbe con i tralicci sopra la testa.

Tutto al condizionale, però. E non solo per l’annunciato, possibile ricorso delle amministrazioni comunali. L’assessore all’ambiente Francesco Raspini ha infatti illustrato il parere contrario al progetto da parte del ministero dei beni culturali, anticipato proprio dal Tirreno. In sostanza, dunque, ci sono due dicasteri che - come ha evidenziato il consigliere comunale Stefano Baccelli – vanno in direzione contraria.

A questo punto, in mancanza di un accordo, è possibile, se non addirittura probabile, che a dirimere la questione sia chiamato il Consiglio dei ministri. Se quello attualmente in carica per gli affari correnti, presieduto da Paolo Gentiloni o quello che verrà dopo le elezioni del 4 marzo è tutto da vedere, visto che non sono chiari i tempi della pronuncia finale.

Un punto, invece, è sicuro: prima del provvedimento conclusivo della valutazione di impatto ambientale i Comuni non si muoveranno. «Secondo i nostri legali - spiega Raspini - non è possibile impugnare il parere della commissione tecnica, ma bisogna attendere il decreto finale». A firmare l’eventuale ricorso sarà anche il sindaco di Vecchiano Massimiliano Angori, presente all’assemblea.

Anche la Regione tiene sotto controllo la questione. Anche perché, ha spiegato Baccelli, a Firenze è parso inusuale che si sia dato l’ok a una delle alternative proposte da Terna prima di recepire il parere regionale.

Altro punto ormai certo è la sostanziale spaccatura fra paesi e, soprattutto, comitati. L’alternativa scelta dal ministero dell’ambiente segna infatti la sostanziale vittoria degli abitanti di Balbano e del comitato Starc, che vedono venir meno la previsione della maxistazione a cava Batano. Andando però in contrapposizione con chi abita a Nozzano o Maggiano.

Proprio il comitato Starc ha a sua volta convocato un’assemblea per mercoledì alle 21 al circolo di Balbano.

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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