Sicurezza
La strigliata di don Nando «Rifiuti sparsi, maleducati»
Bombole e pezzi di ferro, scarti del giardinaggio e sacchetti gettati nei cassonetti sbagliati: le condizioni del piazzale riprese in un video postato dal parroco su Fb
COREGLIA. «Credo che qui l’educazione non sia di casa». Comincia così il “cicchetto” social di don Nando Ottaviani, parroco di Coreglia, che ieri, con una diretta andata in onda su Facebook ha strigliato gli abitanti di uno dei borghi più belli d’Italia rimproverandoli per l’abbandono dei rifiuti, anche ingombranti, al di fuori dei cassonetti del paese.
Dalle bombole ai pezzi di ferro, dalle cassette di plastica alle scatole di pannolini: all’esterno dei contenitori c’è davvero di tutto per non parlare del materiale organico sparso qua e là nel piazzale. «Qui c’è dell’insalata - dice il parroco indicando del cibo sparso per terra - mancano le galline, se ci fossero pulirebbero loro». Uno “spettacolo” poco edificante, davanti al quale il parroco, ha deciso di intervenire pubblicamente perché, sostiene, «non è sempre colpa del Comune...». Una ramanzina in piena regola che non finisce con due Padre Nostro e tre Ave Maria ma poco ci manca.
«Alla comunità l’ho detto già altre volte - spiega don Ottaviani - perché c’è stato anche un periodo in cui i rifiuti domestici venivano gettati all’interno dei cestini posti nelle strade di Coreglia. E questo non era un comportamento corretto. Certe pratiche vanno rispettate: fare la differenziata significa che i rifiuti vanno gettati nei cassonetti giusti altrimenti non ha senso e quando abbiamo bisogno di smaltire gli ingombranti c’è un apposito numero di telefono da chiamare per il ritiro».
Non è nuovo don Nando Ottaviani alle denunce via social ma tra tutti gli argomenti trattati nelle sue dirette Facebook è la prima volta che si erge a paladino anti-rifiuti. «Io sono un po’ come don Camillo - dice con tono ironico - mi occupo della parte spirituale ma mi impegno anche per quella pubblica. È una questione di buona educazione. Tutti, io compreso, dobbiamo imparare a dare il buon esempio anche perché io qui a Coreglia ci vivo e pago le tasse. Non è che me le paga la chiesa cattolica quindi ognuno si metta la mano sul cuore e cerchi di fare la sua parte per evitare che si creino altre situazioni come questa. Ormai sono diciotto anni che vivo qui e questo è uno dei borghi più belli d’Italia: è giusto che mantenga il decoro». Intanto il paese si prepara alla festa del patrono San Michele Arcangelo prevista per il 7 e l’8 maggio e don Ottaviani spera davvero che a questo appuntamento Coreglia ci arrivi “col suo abito migliore”. «Mi auguro che San Michele faccia la grazia - conclude con la sua immancabile ironia - Ogni tanto mi rivolgo a Dio dicendogli: “È proprio difficile stare dietro al tuo popolo”. E immagino che lui mi risponda: “Dillo a me”».
Federica Scintu
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