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Lucca

«Provincia sull’orlo del commissariamento»

«Provincia sull’orlo del commissariamento»

Lo Zopone (Cgil) spara a zero: «L’annuncio delle assunzioni è solo un modo per nascondere i problemi»

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LUCCA. «Una situazione molto complicata in Provincia: relazioni sindacali quasi inesistenti e spesso negli atti viene riportato un confronto, per altro obbligatorio, che non c’è stato. Inoltre l’apparato tecnico bypassa spesso non solo il sindacato ma anche la normativa e molti atti prodotti, non ultimo quello per l’affidamento esterno della riscossione delle entrate ordinarie e straordinarie, non rispettano la normativa di riferimento. E poi ravvisiamo un passaggio di responsabilità tra parte politica e dirigenziale, come nell’esternalizzazione della riscossione tributi».

Accuse forti, che portano un nome e un cognome: quelli di Giovanna Lo Zopone, segretaria generale della funzione pubblica Cgil, e che arrivano dopo l’annuncio dalla Provincia di procedere a nuove assunzioni per effetto di mobilità fra enti.

«Il bilancio 2018 dell’ente è in crisi - dice Lo Zopone -: mancano 8 milioni. Il bilancio non è stato approvato, secondo legge, al 31 marzo e stavolta per le Province non ci sono proroghe. Il commissariamento dell'ente è stato per ora evitato solo grazie alla disapplicazione di un articolo del decreto Enti Locali. Questo avviso di mobilità è l'ennesima trovata per far credere che l'ente è in salute, sta ripartendo e la fase critica è superata».

Quali reazioni ha sortito l’avviso di mobilità?

«I lavoratori di tanti comuni limitrofi si sono rivolti ai sindacati per sapere se l’opportunità di trasferimento era concreta e se c’erano prospettive reali di un posto di lavoro duraturo nel tempo. Perchè dalla lettura dell’avviso apparivano storture: non era indicata la copertura finanziaria della procedura; non si faceva riferimento agli atti propedeutici alla possibilità di nuove assunzioni, come il piano di riassetto da approvare ufficialmente entro il 31 marzo e soprattutto non poteva prescindere dal confronto con i sindacati. Inoltre c’erano vizi formali: si parla di mobilità e poi si richiedono funzionari con profilo di “specialista in attività tecniche e progettuali” con laurea magistrale in ingegneria civile e/o architettura… Se si cerca un ingegnere o un architetto si dica».

Il presidente Menesini ha già risposto a queste accuse.

«Ha perso l'occasione di stare zitto. Anche laddove avesse trovato risorse economiche invece di ricorrere alla mobilità tra enti, perché non ha iniziato il percorso di stabilizzazione dei precari storici della Provincia che hanno lavorato nell'ente anni e anni? Lo prevede il decreto legislativo 75/ 2017».

Avete cercato un confronto?

«Più volte abbiamo cercato un confronto costruttivo con il segretario generale della Provincia, ma ogni tentativo è stato vano. Da mesi si parla di riorganizzazione ma non sono neppure state approvate le linee guida, e ora mancano pochi giorni al suo pensionamento, anzi dovrebbe già essere in pensione. La mancata riorganizzazione dell'ente è segnalata dai sindacati da mesi: era il primo adempimento per un ente riformato che doveva risistemarsi per garantire la tenuta dei servizi sul territorio. Ci sono settori svuotati per i trasferimenti in Regione a seguito delle funzioni trasferite, tra cui ingegneri; altri per i prepensionamenti, altri per la concessione di mobilità verso altri enti».

La Provincia ha fatto causa al Comune di Viareggio per mancati versamenti. Come risulta a voi la situazione economica dell’ente?

«Se la Provincia è la casa dei comuni perché i Comuni non cominciano a trasferire alla Provincia le quote che devono in materia di tassazione? Menesini l’anno scorso aveva smentito le nostre comunicazioni in merito ma di recente ha incaricato un avvocato esterno di recuperare le quote del Comune di Viareggio. Perché nell’incarico non ha incluso anche il recupero delle quote del Comune di Lucca e di tutti gli altri fino al Comune di Capannori?».

Avete un invito da fare?

«La Provincia è un ente intermedio importante che deve garantire servizi e la cui funzione è di supporto per i comuni, soprattutto i più piccoli e decentrati. La Provincia di Lucca che nonostante tutto ha resistito negli anni più bui ai prelievi del governo centrale non può affossarsi per mancata volontà di organizzazione. È ora che la politica si rimbocchi le maniche e valorizzi le professionalità che ha, anche con il supporto dei lavoratori rimasti e dei sindacati che li rappresentano».

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