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Lucca

Mr Everett sfila da star e si “innamora” di Lucca

di Barbara Antoni
Mr Everett sfila da star e si “innamora” di Lucca

All’aperitivo organizzato in suo onore a Palazzo Pfanner, l’attore inglese  è circondato dai fan. Trova «bellissima» la città. «L’ho visitata più volte»

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LUCCA . «Lucca is lovely». Bellissima, attraente. Ma non è la prima volta che Rupert Everett, il divo inglese di tanti film di successo, una linea di sangue nobile attraverso la nonna materna Opre Vyvyan, si immerge nella città murata. «I’ve been here before. I’ve got friends in Viareggio» (sono stato qui altre volte, ho degli amici a Viareggio), sono le poche parole che si lascia sfuggire tra le insistenze dei fan per una foto.

A Palazzo Pfanner però, confessa, non c’era mai stato. Il suo primo incontro con questo sontuoso palazzo del Seicento fa il paio con un’altra “prima” della sua lunghissima carriera cinematografica. Everett, infatti, non era mai stato in città come ospite del Lucca Film Festival: al cinema Astra, ieri sera (12 aprile) ha presentato “The Happy Prince”, il film sulla vita dello scrittore Oscar Wilde, suo debutto nel cinema da regista. Ha sfilato sul red carpet, poi il festival diretto da Nicola Borrelli gli ha consegnato il premio alla carriera.

Camicia bianca e completo di lana leggera, in stoffa elegante, operata, fondo blu scuro; il collo avvolto da un morbido foulard un tono più chiaro, Mr Everett conserva, alla soglia dei cinquantanove anni, l’aspetto impeccabile, il mezzo sorriso e il fascino, oggi maturo. A Palazzo Pfanner arriva per un breve aperitivo che non consuma, infreddolito, per suo dire, dall’umida sera lucchese di aprile. Impossibile non notarlo quando entra dal portone e passa attraverso la folla: il brusio si interrompe, per un attimo è quasi silenzio nell’atrio dove sono allestiti i tavoli del catering e dove fa bella mostra di sé un esemplare della lampada Cobra disegnata cinquant’anni fa da Elio Martinelli, fondatore di Martinelli Luce. Mani in tasca, il divo sale le scale che furono il set de “Il marchese del Grillo” di Mario Monicelli con Alberto Sordi, per poi scenderle una ventina di minuti più tardi e “gettarsi” nella piccola folla. Che è quella delle grandi occasioni per Lucca, tra smoking, papillon e abiti da sera, con un parterre di autorità locali, la giornalista Concita De Gregorio protagonista martedì dell’incontro sulle “Donne che oltrepassano le barriere” (sempre nell’ambito del Lucca Film Festival), la giornalista Silvia Bizio e l’ex ministra Stefania Giannini, fresca del prestigioso incarico di Assistant Director General per l'Educazione dell'Unesco. Tra la piccola folla e il brusio dell’atrio seicentesco, un’apparizione fugace, assolutamente fuori dai riflettori: è quella di Stephen Frears, il regista britannico premio Oscar per un film magistrale, che non rischia di invecchiare, come “Le relazioni pericolose”, protagonista femminile Glenn Close. Stasera il red carpet lucchese sarà tutto per lui.

©RIPRODUZIONE RISERVATA



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