Sicurezza
Fornoli, saranno abbattuti 14 tigli sul viale
Manca solo il nulla osta della Soprintendenza: sono a rischio crollo. I residenti: sostituiteli
BAGNI DI LUCCA. Saranno abbattute 14 piante di tigli a Fornoli. Manca solo arriva il nullaosta dalla Sovrintendenza. Ma i residenti chiedono il reimpianto di nuovi alberi, mentre il consigliere provinciale Nicola Boggi propone un lavoro di squadra per il rilancio di un nuovo progetto a tutela dei tigli di Fornoli.
«È un atto dovuto abbattere - ha informato il sindaco Paolo Michelini nell'incontro pubblico alla Lanternina - alcune piante di tiglio che si trovano nel tratto di strada che va da Ponte a Serraglio fino alla stazione di Fornoli. Sono stati fatti il censimento e un accurato esame per capire la salute delle piante. Importanti la bellezza della strada e anche l'impatto che tutto il viale alberato ha, ma l'abbattimento serve per scongiurare un rischio elevato e per salvaguardare la salute e la sicurezza delle persone che transitano».
Sono più di cento le piante a rischio (su 305) che vanno dal Ponte fino alla stazione e sono già state oggetto di studio anche nella precedente amministrazione, quando fu chiamato il professore Paolo Emilio Tomei. Ora 14 tigli saranno tagliati. Di queste piante dieci sono a rischio schianto e quattro compromesse: è un elemento di pericolosità troppo alto. La ditta che deve effettuare il lavoro è già pronta. Ma i cittadini chiedono il reimpianto, offrendo anche collaborazione e disponibilità di tempo.
«Perchè non fare un lavoro di squadra, una task force come è successo per la riapertura della via Ducale, per il rilancio di un nuovo progetto?». La proposta è partita dal consigliere provinciale Boggi: un lavoro di squadra tra Provincia, amministrazione comunale e Forestale, una sinergia tra enti e «ben venga anche l'intervento di qualcuno che si offre volontariamente» per arrivare a un reimpianto.
Mauro Pieri, ha ricordato gli eventi accaduti alcuni anni fa, quando per alcune piante si sospettarono atti dolosi. Furono infatti riscontrati sospetti avvelenamenti a danno delle piante, tanto che ci fu un esposto alla Procura. «Ricordiamo le persone che si vantavano nei bar come fosse facile eliminare le piante che davano fastidio, e di questo si facevano belle - ha affermato Pieri.- Nel 2010 abbiamo così costituito il comitato “Salviamo i tigli di Fornoli”, ora per fortuna questi incidenti sono cessati».
I residenti in ogni caso non ci stanno ad avere un paese senza piante e offrono tempo e anche braccia per un reimpianto con un tipo di tiglio più resistente. Èstata intanto rilevata la necessità di migliorare anche la potatura e il mantenimento, come già aveva suggerito Tomei.
Emanuela Ambrogi
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